La biosfera e la specie umana

La biosfera è il super organismo dotato di infinita complessità. L’uomo vive perché è dentro la biosfera, generato e nutrito dalla biosfera.
Esistono molte specie viventi, quante nessuno lo sa. Ogni specie “vede” il proprio ambiente e si relaziona con esso sempre allo stesso modo. Non così per l’uomo.
La specie umana vuole capire la natura (la scienza), operare nell’ambiente (la tecnologia) e aggregarsi con interazioni interindividuali multiformi (la società). La tripletta scienza – tecnica – società elabora modi di accesso alla natura che avanzano perennemente al procedere del tempo.
Il tragitto della scienza da Galileo a oggi è ininterrotto anche se le scoperte cruciali avvengono per passi discontinui, legati all’opera di particolari uomini di genio. Alla dinamica newtoniana seguono l’elettromagnetismo, la termodinamica e la meccanica statistica, dall’elettromagnetismo nasce la relatività; con la meccanica statistica del gas di fotoni ha inizio la meccanica quantistica, e di lì la comprensione della struttura della materia al livello atomico, nucleare, subnucleare. Sulla strada della termodinamica e della meccanica statistica di non equilibrio si entra nel dominio della fisica del plasma e dell’astrofisica. Questo processo è logico.
Il percorso della tecnologia è all’opposto opportunistico. La tecnologia va dove le spese sono minori e i risultati più facili. C’è un esempio molto chiaro per illustrare la differenza fra scienza e tecnologia. Si conosce bene il plasma a densità di energia termonucleare per quanto riguarda il funzionamento delle stelle, dove masse grandi sono implicate. Il plasma termonucleare per masse piccole è studiato in laboratorio ed è di grande interesse per la tecnologia. Per masse piccole il plasma è essenzialmente instabile. Il passo tecnologico difficile, ma non difficilissimo, è la realizzazione delle condizioni instabili, anzi esplosive, ed è così che nasce la bomba H. Il passo tecnologico di masse piccole a regime stabile è difficilissimo. La scienza è interessata a tale problema (già se ne era occupato Fermi) per capire se difficilissimo vuol dire impossibile oppure no. Questo esempio serve a illustrare non solo il lato del triangolo scienza – tecnologia ma soprattutto il lato tecnologia – società. Il processo tecnologico della bomba H non è rimasto come realizzazione di un prototipo da conservare nel museo di Los Alamos in USA, o nel museo di Arzamas-16 in Unione Sovietica. All’opposto, la produzione di bombe H è straripata, è diventata la più grande e costosa impresa tecnologica di tutti i tempi. Si può dire che in circa due decenni, fra il 1940 e il 1960, è avvenuto un trasferimento repentino nel verso scienza → tecnologia → società. È difficile dire oggi se l’intelligenza umana riuscirà a gestire il proprio futuro dopo questi eventi.

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