L’arrosto c’è…e il fumo?

La rivista The Economist titola “Choked” (Soffocato) un post sulla densa nebbia di smog che in questi giorni avvolge Pechino. Leggo il post e inconsciamente trasformo il titolo in “Cooked“…cucinato…banale scambio di lettera che però nasconde una scomoda verità.

Nel grigio cielo di Pechino un barlume di sole prova a penetrare la fittissima coltre di smog. Obiettivo mancato: nella capitale cinese le polveri sottili da inquinamento stanno vincendo la loro sfida (ANSA / EPA / HOW HWEE YOUNG – tratto da Quotidiano.net)

 

Di rifiuti, scorie e immondizia se ne parla e se ne legge ovunque.. un treno che passa in Val di Susa ci ricorda il problema delle scorie nucleari, le foto di cumuli maleodoranti che invadono i marciapiedi ci ricordano il problema delle discariche strapiene…e la foto di Pechino avvolta nella densa e nera nebbia di smog?

Ci ricorda che se qualcosa brucia si crea del fumo più o meno denso, più o meno nero, più o meno tossico che si disperde nell’aria.

Lo smog non è altro che questo: i prodotti della combustione di tutti i motori termici sparsi in una metropoli…gli automezzi, le industrie, gli impianti di riscaldamento….tutto ciò che brucia un qualsiasi carburante.

 

Fino a qui sembra storia nota, solo amplificata dalla dimensione esagerata della metropoli cinese, ma ciò che mi ha colpito è la conclusione invocata in qualsiasi servizio o articolo sulla situazione di Pechino…

 

‘ARIA, ARIA’ –  Le attuali condizioni meteo con nebbia e assenza di vento rendono improbabile un miglioramento della situazione … 

 

Un colpo di vento e il problema si risolve! Semplicemente SVANISCE, disperso nell’enorme volume dell’atmosfera terrestre.

L’atmosfera terrestre vista dalla sua sommità. (tratto da Wikipedia)

E così si può dimenticare…

 

Il senso comune…e l’economia… dice che la massa (il combustibile che si compra) bruciando produce calore nelle case e movimento della nostra automobile e tutto quello che avanza…il fumo, lo smog, le polveri sottili…sono nulla…disperse…sparite…nell’aria.

 

La termodinamica insegna invece che nulla si crea e nulla si distrugge: la massa (il combustibile) si trasforma in energia (calore e movimento) più i prodotti di scarto della combustione. Prodotti più o meno visibili, percettibili, più o meno infinitesimi ma reali! Come reali sono i problemi a essi connessi, non solo per la salute dell’uomo che si trova a respirarli, ma su vasta scala per il pianeta intero.

E come tali vanno trattati, alla stregua di tutti quegli altri tipi di rifiuti che tanto incidono sulla vita quotidiana e colpiscono l’opinione pubblica.

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