Con The Bright Side la positività arriva nelle scuole

 

 

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È proprio vero che il bene non fa notizia, che solo il male ha diritto di cronaca? La posititivà non piace? Forse siamo naturalmente attratti dal male? Il problema è che alle buone notizie non viene dato il risalto che meritano, mentre studi scientifici dimostrano che il bene fa bene: aiutare gli altri, sorridere, essere gentili, abbracciare le persone, avere un approccio positivo alla vita mette in circolo le endorfine, definite “ormoni della felicità” perché determinano una sensazione di benessere.

L’idea di aggregare persone ed esperienze positive in The Bright Side (presente su Twitter @thebrightside0 e Facebook @sidebrights) è nata un po’ per caso nel 2014 a una cena tra amici. Tonino Esposito ha raccolto al volo questa sollecitazione alla positività: a forza di insistere la cosa gli ha preso la mano. Il progetto continua a riscuotere consensi ed ha generato un incredibile effetto moltiplicatore grazie un gruppo crescente di cittadini attivi che va a caccia di buone notizie e buone pratiche e le diffonde a titolo volontario. Così è nato il Manifesto della Positività – un decalogo di proposte da attuare – seguito dalla Scatola della Positività: i ragazzi scelgono le buone notizie, le mettono in una scatola in classe e insieme all’insegnante scelgono la migliore della settimana. Queste buone notizie diventano il Bright TG delle Buone Notizie e vanno in onda su TV2000 (“Ora Solare”) e Radio24 (“Si può fare”).

Visto il successo della Scatola, The Bright Side ha pensato di fare lezioni di positività nelle scuole. L’incontro a Genova con la Scuola “De Toni” e la Sezione Ospedaliera Gaslini è stato entusiasmante, a Roma l’interesse dei ragazzi dell’Istituto Pascal è stato sorprendente: due ore in ascolto, senza cellulari. Tonino Esposito e il preside Antonio Volpe hanno spiegato l’essenza di questa lezione di positività, ma la platea era già “calda”: i ragazzi ci hanno accolto con le t-shirt bianche su cui avevano scritto parole positive e frasi tratte dal libro Meno Male di Giangiacomo Schiavi (giornalista del Corriere della Sera), di cui hanno letto a turno alcuni brani che ritenevano significativi. «Il bene non è uno scarto di lavorazione della vita, ma il fulcro intorno a cui tutto deve ruotare», scrive Susanna Tamaro nella prefazione a Meno male, parole che riassumono il senso delle storie raccontate nel libro.

Gli esempi concreti sono i migliori, quelli più credibili, quelli che danno visione e ispirazione. Chi ama l’ambiente ha potuto ascoltare Marco di Legambiente o vedere i filmati di Marevivo sulla biodiversità. Molto coinvolgente la testimonianza di Retake Roma, la cui fondatrice Rebecca Spitzmiller è stata insignita dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per il suo coinvolgente impegno nella lotta contro il degrado urbano e nella difesa dei beni comuni” dal Presidente Mattarella. Retake Roma è un’associazione di volontari convinti che «nessuna amministrazione può funzionare senza la partecipazione dei cittadini»: così non si arrendono al degrado della città e si impegnano per restituirle il decoro che merita tagliando le erbacce, riparando le panchine, pulendo i muri dalle scritte. E qui il colpo di teatro: «qual è la differenza fra street art e vandalismo?», ha chiesto Paola ai ragazzi. La risposta più diretta è arrivata da Luigi, writer di professione che collabora con Retake Roma, che ha conquistato la platea raccontando il significato delle sue opere.

Affascinante l’intervento di Tommaso di Scomodo, giornale (cartaceo!) con una redazione di 440 tra ragazzi e ragazze che non si accontentano solo di scrivere: con le Notti Scomode adottano e riqualificano spazi abbandonati per restituirli a nuova vita alla cittadinanza organizzandovi manifestazioni culturali. La sua importante esortazione ai ragazzi del Pascal è stata quella di non accontentarsi di notizie rimbalzate non si sa come e non si sa da dove: le fake news si combattono verificando le fonti, accettando solo quelle certe, facendo confronti.

“Nulla è impossibile” è il motto della fantastica Valeria Cagnina, classe 2001, che ha mandato a The Bright Side un video da Alessandria: questa bella e solare ragazza appassionata di robotica e innovazione che ama gli amici, lo sport e i viaggi è la più giovane premiata tra le 50 donne più influenti in Italia in ambito tech, ha tenuto discorsi a TEDxMilanoWomen, al CNR di Pisa e al Senato della Repubblica. A 15 anni trascorre l’estate al Dipartimento di Robotica del MIT di Boston, a 16 anni fonda la sua scuola insieme a Francesco Baldassarre e comincia a insegnare robotica e tech ai bambini. Oggi, a 17 anni, nella sua scuola aiuta i “dreamers” – come definisce i suoi allievi – a scoprire e coltivare le loro passioni durante gli “incontri” (non lezioni). Eppure Valeria non vive sempre incollata al telefono o al pc: perché – ha spiegato ai ragazzi – non è importante essere sempre connessi, ma sapere cosa cercare quando si è connessi. Un messaggio niente male!

 

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