Accordo COP 21, l’uscita di Trump effettiva solo nel 2020, dice NYT

La notizia della bocciatura, da parte del presidente USA, Donald Trump, dell’accordo sul clima di Parigi, uscito dalla COP21, ha fatto il giro del mondo, scatenando un fiume di reazioni. A guardar bene, però, the Donald ci aveva preparati. Lo … Continua a leggere

La disoccupazione logora gli italiani. E solo uno su 10 ha fiducia nel Governo e Parlamento

Chiunque si accinga a formare il nuovo governo, butti l’occhio (per piacere) sull’indagine Eurobarometro Standard 80, il sondaggio più importante  condotto a livello europeo, a partire dal 1973,  sulle opinioni dei cittadini UE, attraverso domande sui principali temi  della politica … Continua a leggere

E’ la cultura l’energia rinnovabile per la rinascita italiana

Agli “Stati generali della Cultura” promossi dal più importante quotidiano economico nazionale giovedì scorso, 15 novembre, al teatro Eliseo, a Roma – insieme all’Accademia Nazionale dei Lincei e all’Enciclopedia Italiana Treccani -, in una platea gremita come accade soltanto per … Continua a leggere

Flash mob: al Liceo Giulio Cesare di Roma si protesta così

Image

I ragazzi del Liceo Giulio Cesare  durante il flash mob stamane a RomaMetto subito in chiaro, a scanso di equivoci. Conosco bene il Liceo Giulio Cesare di Roma, e da molti anni apprezzo l’impegno della dirigenza scolastica e dei docenti per l’idea di percorso formativo accanto ai giovani e per i giovani, che viene perseguito. Ma questo non è uno “spot” per un importante istituto scolastico. E’ un cammeo sui giovani di oggi – almeno su una parte rappresentativa di adolescenti –  sulla loro passione, sul loro modo di intendere la scuola. Le cronache locali dei quotidiani hanno riportato i blitz di alcuni gruppi neofascisti  che nei giorni scorsi hanno fatto irruzione in alcuni licei romani – Galilei, Azzarita, Alberti -. Lunedì scorso è toccato al Giulio Cesare. Dopo l’immediata condanna di professori, studenti e genitori, i ragazzi si sono messi freneticamente al lavoro per prendere le distanze  dagli autori del blitz del 22 ottobre. Ma anche per manifestare il dissenso  verso le  nuove misure previste dal Governo Monti per la  scuola pubblica. In modo pacifico. Ma forte. Efficace. Inequivocabile. La generazione 2.0 ha molto ben chiari i meccanismi della comunicazione, l’energia del messaggio. “L’idea, l’idea. Serve un’idea forte”, sentivo dire  da questi ragazzi. Telefonate, sms e scambi su Facebook a volontà.Poi, la “trovata”, il “colpo di genio”. “Ognuno di noi scriverà su un foglio bianco la sua idea di scuola e faremo un flash- mob davanti al liceo. Sui cancelli campeggerà uno striscione con la nostra idea collettiva  di scuola”, mi hanno detto alcuni di loro. Entusiasti, felici per quello sforzo di menti collettivo, quell’energia nel passare dal pensiero all’azione che li fa sentire forti, uniti di fronte alle ingiustizie, ai soprusi, alle cose a cui vogliono gridare NO. Non so se sono così tutti gli adolescenti, perché,  come si legge nel contributo  di una  docente, pubblicato sul sito del Giulio Cesare qualche tempo fa, ”non si può parlare genericamente  di ragazzi. Si può parlare di  Giulia, di Giacomo o di  Margherita e  ognuno di loro è unico“. Unici: nel capire che alle aggressioni  si risponde all’unisono e tempestivamente. “La scuola è famiglia”; “La scuola è il futuro”;”La scuola è amicizia”. Maglietta bianca e jeans –  la divisa della protesta -,   hanno manifestato questa mattina per due ore. Poi, tutti dentro a fare lezione. Nel pomeriggio, la consultazione  digitale su Facebook,  per i commenti e le azioni future. I provvedimenti annunciati dal Governo  sulla scuola  sono un altro tema di dibattito. La democrazia digitale si costruisce così.

Se il capitale umano può rivoluzionare i destini

Torno sulla “Rivoluzione industriale” che ha ispirato una “comunicazione ” e un documento importante (la MEMO /12/759) della Commissione europea , al centro del precedente articolo, un po’ perché il tema merita di essere affrontato disponendo di ulteriori elementi di … Continua a leggere

Una rivoluzione industriale per l’Europa

Ridare smalto e grinta all’Europa, attraverso una nuova “rivoluzione industriale”, capace di “restituire le imprese” a quello che i libri di geografia chiamano il “vecchio  continente”. E’ questo il cuore della “comunicazione” sulla  nuova strategia europea che giovedì 10 ottobre … Continua a leggere