Voci dall’Antartide – Vol. 3

Da qualche giorno ero seriamente preoccupato per Marino Vacchi il nostro collegamento con la Base Italiana Antartica “Mario Zucchelli” a Baia Terra Nova in quanto da qualche giorno girava in rete la notizia di un incidente ad un aereo leggero di supporto alla ricerca in trasferimento dalla stazione americana di South Pole verso la nostra Base.

Finalmente ieri sono riuscito ad avere notizie in diretta dall’Antartide e Marino, che sta bene, mi ha confermato che un aereo con a bordo  il pilota, il co-pilota e il meccanico, tutti e tre canadesi (la società che fornisce questi aerei da lavoro è canadese) è caduto a circa metà strada  del tragitto in una zona remota delle montagne trans antartiche a 3900 metri di quota. La causa più probabile considerata è il forte maltempo che in quella zona ancora permane (venti fino a 100 nodi) e impedisce l’arrivo diretto dei soccorsi nella zona dell’incidente. Purtroppo oggi le notizie sono che il relitto del velivolo è stato avvistato e  non ci sono superstiti. Bruttissime notizie dunque; in Base sono tutti molto addolorati. Le persone di questo equipaggio erano peraltro molto conosciute e con loro c’erano continui rapporti di lavoro e umani.

Questi eventi ci ricordano come la ricerca in queste aree remote sia sempre molto “estrema” e che il personale tecnico ed i ricercatori rischiano veramente la vita per poter eseguire i loro studi. Fare il ricercatore non è sempre solo un tranquillo giochino di laboratorio.

Nonostante questi eventi tragici il lavoro in Base continua ed ecco quanto Marino ci ha inviato ieri:

Base Antartica Italiana “Mario Zucchelli” in mezzo alla bufera di neve (foto Marino Vacchi ISMAR-CNR)

“27 Gennaio 2013, Base Antartica Italiana “Mario Zucchelli” (Baia Terra Nova, Mare di Ross; 74°41’Sud /164°11’E). Da due giorni tempo pessimo! Una tormenta di neve impedisce qualsiasi attività logistica e scientifica all’esterno. Intorno alla Base, nei punti meno battuti dal forte vento, vi sono cumuli di neve di almeno un metro e mezzo. Al ritorno del buon tempo la priorità operativa sarà di togliere la neve intorno alla Base: il personale logistico e le guide con i mezzi spalaneve ripuliranno i passaggi tra le diverse strutture della Base; i ricercatori e tecnici daranno una mano con le pale. Questa attività verrà fatta molto velocemente per poter riprendere al più presto le uscite di carattere scientifico. Il tempo infatti stringe e rimangono soltanto pochi giorni di operatività prima della chiusura della Base che avverrà i primi giorni di Febbraio .

 

Ricercatori impegnati in campionamenti nella banchisa (foto Vittorio Tulli CNR-SRT)

Come sapete, la ragione della mia presenza a Baia Terra Nova è una specie che riveste attualmente un interesse prioritario nella ricerca ecologica antartica, l’Antarctic silverfish (Pleuragramma antarcticum). Questo piccolo pesce è al centro delle catene alimentari locali e fonte diretta o indiretta di tutti   i predatori di apice, dai pinguini alle foche, ai  cetacei. Ma non basta, perché proprio grazie alle ricerche condotte qui è stata individuata una  relazione particolare tra il silverfish e il ghiaccio marino. Infatti enormi quantità di uova di silverfish in fase avanzata di sviluppo embrionale sono state scoperte a Baia Terra Nova (Mare di Ross) sotto la banchisa, dove si sviluppano tra cristalli di ghiaccio, a temperature al limite del congelamento  (-1.92°C) come vi ho fatto vedere con un immagine nel predente collegamento. Ora il problema è capire il ruolo del ghiaccio marino nel  ciclo vitale di questa importante specie ittica. La riproduzione del silverfish avviene obbligatoriamente sotto la copertura di ghiaccio? Se si, quale è il grado di vulnerabilità di questa specie di fronte alle variazioni nelle dinamiche di formazione stagionale del ghiaccio antartico, legate all’attuale cambiamento climatico?  Tutti i campioni che riuscirò ad analizzare saranno preziosi  per migliorare le conoscenze su questa specie. Ogni  tassello di conoscenza sul ciclo vitale del silverfish e sul  suo rapporto con il ghiaccio marino,  risulterà un passo in avanti  nella nostra conoscenza e capacità di valutare il grado di vulnerabilità delle specie  e degli ecosistemi  di fronte ai cambiamenti climatici.”

Marino Vacchi 

 

Se avete domande o curiosità su questo straordinario ambiente o sulla vita dei ricercatori in Antartide fatele direttamente dal blog, Marino ha la possibilità di rispondervi subito o con un post molto più articolato che pubblicheremo come aggiornamento settimanale di questo viaggio ai confini del mondo.

Al prossimo appuntamento con “Voci dall’Antartide” un collegamento realizzato per gentile concessione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide.

 

3 commenti per “Voci dall’Antartide – Vol. 3

  1. Caro Marino, un caloroso saluto. E’ un vero piacere avere la possibilità di salutarti. Le prime righe di Marco mi avevano preoccupato. Meno male che tutto si è risolto per voi. Ciao.

    Angelo

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