Università di Siena: un Orto Botanico sostenibile

di Ilaria Bonini e Stefano Loppi

(Dipartimento di Scienze della Vita)

 

Non sono i piani industriali o economici che possono far acquisire nuove abitudini e nuovi orto1comportamenti per una reale sostenibilità, ma la conoscenza e la consapevolezza individuale. Per questo, per mettere in grado le persone di scoprire e comprendere la natura e l’interdipendenza tra problemi energetici, ambientali, sociali ed economici, occorre sviluppare nuove metodologie didattiche e interdisciplinari che contengano una visione olistica e una dimensione globale.

 

In questo contesto si inserisce il progetto finanziato dal Ministero dell’Istruzione,dell’Università e della Ricerca, che si sta realizzando nell’Orto Botanico dell’Università di Siena: i percorsi educativi, oggetto di visita da parte di cittadini, scolaresche e turisti, sono collegati alla sostenibilità ambientale e mostrano i vari interventi tecnici effettuati per ottenere, in una struttura pubblica, un uso razionale della risorsa idrica e il recupero dei rifiuti organici.

 

Nell’Orto sono presenti una fonte antica e un pozzo artesiano che riescono a soddisfare la maggior parte delle necessità idriche. Tuttavia, anche in condizioni ordinarie, una parte orto3delle piante viene innaffiata con l’acqua proveniente dall’acquedotto comunale. Tale utilizzo da oggi sarà evitato poiché il recupero dell’acqua piovana – ottima per annaffiare le piante più sensibili – e la realizzazione di un impianto automatizzato di irrigazione a goccia, garantiscono l’ottimizzazione dell’utilizzo e la minimizzazione degli sprechi.

 

La presenza della vita sulla terra dipende anche dalla combinazione che si realizza tra i flussi naturali dell’energia e dei materiali e in questo conteso il riciclo dei materiali di scarto riveste un aspetto estremamente importante.

 

Nell’Orto Botanico viene effettuato il recupero dei rifiuti organici e viene autoprodotto compost di qualità che viene poi utilizzato per le operazioni routinarie di rinvasatura e messa a dimora di nuove specie.

 

Il prossimo step sarà rivolto all’uso della fonte energetica inesauribile (almeno alla nostra orto2scala) per definizione: il sole. La realizzazione di impianti per per la produzione di elettricità per le pompe idrauliche e per la produzione di acqua calda per il riscaldamento delle serre chiuderanno il ciclo.

 

Questi interventi saranno esposti al pubblico tramite apposita cartellonistica, a testimonianza della strada intrapresa dall’Università di Siena per la sostenibilità ambientale. Particolare attenzione sarà dedicata al ciclo del carbonio, al ruolo della fotosintesi e ai quantitativi di CO2 assorbiti dalle piante e risparmiati con l’utilizzo dell’energia solare, in modo da evidenziare i rapporti tra i cicli biogeochimici e il mondo socio-economico.

 

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