Da Love Canal a Malagrotta: le lezioni che non vogliamo imparare

Nel 1890 William T. Love, prevedendo una grande diffusione dell’elettricità, fece scavare un canale che “bypassando” le cascate del Niagara avrebbe consentito la produzione di elettricità per alimentare case e industrie nel territorio circostante. Il progetto non andò a buon fine per le difficoltà del tempo a trasportare l’elettricità su lunghe distanze, e il canale rimase inutilizzato. Durante la seconda guerra mondiale il canale abbandonato fu acquistato dalla Hooker Electrochemical Company che vi scaricò 22.000 tonnellate di rifiuti tossici. Nel 1953, il canale, con il suo carico tossico ricoperto di terra, fu venduto al prezzo simbolico di 1$ alla locale amministrazione scolastica che vi costruì una scuola e tutt’intorno vi realizzò un parco. Negli anni ’70, essendoci una scuola e un bel parco, lungo i bordi del canale fu costruito un insediamento abitativo. Tutto sembrava bello e perfino il nome di Love Canal, che derivava semplicemente dal cognome di William T. Love, prese il significato di “Canale dell’Amore”. La bomba chimica aveva ormai tutti suoi ingredienti e le sue vittime insieme raccolte sotto un nome romantico e il risultato tragico si manifestò in malformazioni fetali e tumori. Love Canal secondo l’EPA (Agenzia per l’Ambiente degli USA) è la più grande tragedia ambientale causata dall’uomo, nella storia americana.

discaricaC’è una tendenza assai diffusa in Italia di esorcizzare I pericoli, anziché affrontarli, ricoprendoli di una veste di normale e tranquillizzante semplicità magari dandogli un bel nome. Ho sentito il presidente della Regione Lazio annunciare con grande soddisfazione che la discarica di Malagrotta, che da oltre 25 anni raccoglie i rifiuti di Roma e che ha garantito per molti anni ai cittadini un costo di smaltimento fra i più bassi d’Europa, diventerà presto un bel parco pieno di alberi. Ottima idea quella di piantare alberi su una discarica chiusa, ma attenzione a non dimenticare cosa c’è sotto. Certo il confronto con Love Canal dove venivano sversati rifiuti industriali può sembrare improprio ed eccessivo, ma prudenza suggerisce di non fare annunci azzardati creando aspettative pericolose. Piantiamo gli alberi ma teniamo per almeno dieci anni l’area interdetta ai cittadini, controllando percolato ed emissioni di biogas, finché non  avremo la certezza assoluta che il suo carico inquinante sia definitivamente spento.

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