Il prode Obama all’ombra dello shale gas

Barak Obama-United States-PoliticsIn questi ultimi tempi il presidente degli Stati Uniti Obama, si è distinto in particolare per due posizioni molto coraggiose:
1. è stato in prima fila nel richiamare Putin al rispetto della sovranità dell’Ucraina
2. ha proposto una rivoluzione energetica negli USA per una drastica riduzione delle emissioni di gas serra.
Nel primo caso, mentre l’Europa si muoveva alzando la voce ma col guanto di velluto, preoccupata della sua dipendenza dal gas russo, Obama alzava i toni dello scontro con grande coraggio e una certa spavalderia tipica degli americani. Nel frattempo in Italia si accendeva il dibattito sui rigassificatori che consentirebbero di importare il gas via mare. Dal momento che gli Stati Uniti hanno attualmente una sovrapproduzione di Gas estratto dalle rocce, lo “shale gas”, due più due fa quattro e… viva le minacce di Putin! magari chiudesse i rubinetti dei metanodotti, così il gas in Europa lo porteremo noi; qualche dichiarazione in tal senso, ovviamente non così spudorata, è comunque “dal sen fuggita” al presidente USA.
Nel secondo caso, per quel che si sa, la rivoluzione energetica di Obama consiste soprattutto nella chiusura delle centrali a carbone, che verrebbero sostituite in massima parte …indovinate voi da cosa? Facile; dallo shale gas. A completare l’operazione arriva il G7 che vede i paesi europei “sdoganare” questa fonte energetica fino ad ora considerata con estrema prudenza per il suo elevatissimo impatto sul territorio, ed in particolare sulle falde acquifere.
A questo punto, per chi non lo sappia, è bene spiegare che stiamo parlando di metano imprigionato in formazioni geologiche dette “scisti” in quantità estremamente abbondanti. Per estrarlo si fa una perforazione per innestare nel giacimento un tubo dove viene iniettata acqua miscelata a composti chimici ad alta pressione. Ciò provoca la fratturazione di queste rocce, il cosiddetto “fracking”, ed il gas viene liberato. Ma in tal modo si crea un mini-giacimento che si esaurisce in breve tempo, dando luogo ad un moltiplicarsi devastante di trivellazioni, ed a grandi quantità di acqua contaminata da composti chimici tossici che insieme a parte del gas finisce nelle falde ed avvelena i pozzi e gli acquedotti.
Complimenti Presidente, in due mosse, ancora una volta, lei ha comprato l’Europa ed è quasi pronto per un nuovo premio Nobel, magari questa volta per l’ambiente!

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