Non mettete pagnotte nel motore

Molti anni fa uno spot pubblicitario di una nota società petrolifera diceva “metti un tigre nel motore!”. Oggi, se dovesse continuare la tendenza assai diffusa negli USA di coltivare cereali per produrre biocombustibili, lo spot più appropriato sarebbe “metti una pagnotta nel motore”; ma purtroppo c’è ben poco da scherzare di fronte a questa scelta che si sta rivelando davvero sciagurata. Ci troveremo presto di fronte al dilemma se nutrire esseri umani o automobili. Si legge nel bel libro “9 miliardi di posti a tavola” di Lester Brown, che i cereali convertiti in etanolo negli USA nel 2011, avrebbero potuto sfamare ben 400 milioni di persone!!! Quelli necessari per un solo pieno di un SUV potrebbero sfamare una persona per un anno.

Cina-Traffico

Cento km di coda in Cina

L’ “automobile di massa” è un modello sbagliato e senza futuro, e lo sarebbe anche se inventassimo l’auto più ecologica che possiamo immaginare. La sola motorizzazione privata di Cina ed India fino a raggiungere il livello dei paesi occidentali porterebbe al raddoppio delle auto circolanti nel mondo. Solo la richiesta di acciaio e plastica necessari per la loro produzione metterebbe in crisi i mercati mondiali e comporterebbe un ulteriore aumento nell’utilizzo di combustibili fossili per le attività di estrazione di materie prime, produzione di materiali finiti e realizzazione dei veicoli. A questi effetti bisognerebbe aggiungere l’adeguamento delle infrastrutture viarie e di servizio; le risorse di combustibili fossili si esaurirebbero in pochi decenni. Già oggi questa prospettiva ha portato le compagnie petrolifere a buttarsi sullo shale gas, il gas intrappolato in particolari formazioni geologiche (scisti). Il gas viene liberato fratturando le rocce in cui è intrappolato attraverso l’immissione di acqua in pressione; ciò provoca inquinamento delle falde e spesso terremoti anche di intensità notevole (superiore ai 5 gradi di magnitudo). Inoltre i pozzi realizzati in tal modo tendono rapidamente ad esaurirsi in quanto il volume di scisti fratturate è limitato; quindi l’estrazione di questo gas richiede un continuo moltiplicare di trivellazioni di pozzi, con conseguenze ambientali molto serie.

Ancora una volta l’uomo, messo alle strette dai limiti planetari che si ostina a negare, come una sanguisuga insaziabile vuol continuare a succhiare fino all’ultima goccia di sangue del pianeta in cui vive, pur conscio del rischio di “ucciderlo” e con esso perire. Oggi l’Italia festeggia il passaggio alla FIAT della Crysler; i grandi anacronistici SUV sposano le piccole utilitarie inefficienti che continuano a perdere quote di mercato, convogliano capitali e speranze di migliaia di operai verso prospettive dal futuro corto…fra cinque o dieci anni la prossima crisi. Tutti applaudono, politici e sindacalisti, al nuovo successo di Marchionne e della sua “jurassic economy” secondo la logica del “tiriamo a campare finché dura” che domina nell’economia contemporanea.

Basta con l’inganno e i fuochi di artificio che durano il tempo di un respiro. Investiamo invece in riassetto idrogeologico di un territorio devastato che provoca ad ogni pioggia danni e vittime. Investiamo in infrastrutture idrauliche per far fronte ai lunghi periodi di siccità che i cambiamenti climatici in atto prospettano per il meridione. Creiamo migliaia di posti di lavoro nel trasporto marittimo. Ma soprattutto riduciamo ogni inutile spostamento di merci e persone da una parte all’altra del pianeta.

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