STOP alla dittatura degli automobilisti

3.400 morti e 259.500 feriti nel 2013. Non sono i dati di una guerra ma i dati ISTAT sugli incidenti stradali in Italia. Inoltre le automobili inondano la città di gas e polveri tossiche, provocando altri morti per tumori e malattie respiratorie, soprattutto fra bambini ed anziani. Inoltre le automobili deturpano i nostri meravigliosi centri storici, riducendo a parcheggio splendide piazze. Impediscono perfino di camminare a cittadini e turisti, invadendo ogni spazio, sostando in doppia e tripla fila, sui marciapiedi e sugli attraversamenti pedonali, non risparmiando nemmeno i passaggi per disabili.
CIMG5787Come se non bastasse le emissioni delle automobili costituiscono un importante contributo a quei gas serra che stanno cambiando il clima mettendo a rischio la sicurezza di oggi e la stessa sopravvivenza dell’umanità di domani.
I semafori pedonali, che dovrebbero favorire i pedoni, sono invece concepiti con tempi di attesa lunghissimi per non infastidire gli automobilisti. Su alcuni incroci di Roma i pedoni sono addirittura costretti ad attendere anche tre o quattro cicli semaforici per attraversare la strada a causa della disposizione di semafori con prenotazione a metà carreggiata o su un solo lato dell’incrocio.
In questa città perfino il parco seicentesco, patrimonio dell’UNESCO, di villa Borghese, è aperto al traffico privato e nessuno osa smantellare lo scempio dell’asfaltatura dei viali realizzato negli anni ’50.
CIMG5782Eppure ogni volta che si prende un minimo provvedimento che possa infastidire gli automobilisti insorgono le organizzazioni corporative più retrograde che dettano legge agli amministratori. E’ oggi il caso di Roma che intende aumentare la tariffa per la sosta e vede scatenarsi come al solito Confcommercio, giornalisti di cronaca, negozianti e perfino la sedicente associazione di difesa dei consumatori CODACONS, che considera da sempre gli automobilisti come gli unici soggetti privilegiati da difendere.
Invece di ascoltare queste voci ottusamente legate al mito di 70 anni fa della “motorizzazione di massa” che vorrebbero le nostre città per sempre tappezzate da tonnellate di lamiera e plastica aumenti il Comune di Roma le tariffe purché investa gli introiti per la realizzazione di corsie preferenziali per biciclette ed autobus. Sarebbe inoltre un minimo risarcimento per i consumatori, cari signori del CODACONS, che sono costretti a farsi carico dei costi degli incidenti che a Roma ammontano annualmente a circa un miliardo e mezzo di euro, 500 euro per abitante!.

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