Taksim Gezi Park: 600 alberi in lotta!

Istanbul, Santa Sofia (foto di Elisabetta Masullo)

1370135823-turkish-protesters-clash-in-ankara-over-gezi-park-demolition_2108554La Turchia dichiara guerra ai 600 alberi del Gezi Park, ultimo baluardo di verde di Istanbul, prima Bisanzio, poi Costantinopoli, città simbolo della cultura mediterranea, ostacolo per la marcia trionfale del paese sulla via del consumismo. Al di là delle dinamiche interne e degli opportunismi politici che sempre si intrecciano intorno ai movimenti spontanei, per speculare e strumentalizzare, la protesta nasce da poche decine di attivisti ambientalisti che ritengono la funzione di incontro e socializzazione di questo piccolo parco urbano, assai più importante del presunto appeal turistico che la sua trasformazione in centro commerciale + moschea + museo militare potrebbe avere in una città che non ha certo bisogno di questi giochi consumisti per attirare visitatori. Il progetto voluuto dal Governo è una offesa ai suoi 2.700 anni di storia che la hanno vista, dopo il declino di Roma, capitale di ben quattro imperi: l’impero romano, l’impero bizantino, l’impero latino d’oriente e l’impero ottomano. Ritenere che un centro commerciale sia essenziale allo sviluppo turistico della citta delle migliaia di splendide chiese, moschee e sinagoghe, luogo di incontro delle tre religioni monoteiste, con la splendida basilica di Santa Sofia, è una offesa all’intelligenza, alla storia, alla cultura in nome dell’insaziabile dio mercato, pronto a tutto in nome della crescita perenne del profitto. E’ l’ennesimo atto devastante di un sistema economico consumista, anacronistico, in rotta con il mondo, con l’uomo, con la scienza, che corre ciecamente e consapevolmente verso la sua stessa rovina, in nome dell’ideologia di un faustiano “tutto subito e domani si vedrà”.

Veglia il Dio di Abramo, che lo si chiami Allah,  Jahwhe  o Signore, sulla città dai mille templi di pietra eretti in suo nome, e guarda con pietà a questa umanità impazzita che uccide i suoi figli pur di distruggere un minuscolo spicchio di quella natura che lui ha creato. Veglia rattristato di non essere più lui il loro Dio ma il Mercato.

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