Into the waste

La Campania perde il primato per l’emergenza rifiuti e cede la maglia nera al Lazio. Nel Lazio, ha affermato Clini, per l’emergenza rifiuti c’è una situazione che è “diversa dalla situazione campana, che appariva peggiore ma in quella regione abbiamo degli interlocutori. La Campania sembrava peggio“. Sembrava. “In realtà – spiega il ministro – pur vivendo una situazione non semplice, lì ci sono degli interlocutori che hanno valutazioni diverse tra loro, ma interlocutori che stanno operando”.

E quindi? Cosa fare? Commissariamento?
Negli altri Paesi, su questioni di vitale importanza come la tutela dell’ambiente, tutte le forze politiche convergono e partecipano alla progettazione di un futuro (e di uno sviluppo) sostenibile.
Da noi, burocrazia e ideologia delle emergenze. La nostra situazione dei rifiuti è una perenne emergenza “contrastata” dal nostro legislatore con una normativa disorganica, decontestualizzata legata più al bisogno/capriccio del legislatore di turno che all’obiettivo di organizzare sistematicamente la disciplina.
La perenne emergenza impedisce una crescita sostenibile e lo sfruttamento economico del rifiuto. Ma non solo, le situazioni di emergenza (sia vere che fittizie) nascono dalla mancata attuazione della normativa comunitaria che ha portato e porta a procedure d’infrazione.
Si pensi al caso Malagrotta, più volte oggetto di monito da parte della Commissione europea. La direttiva sulle discariche stabilisce che i rifiuti devono subire “processi fisici, termici, chimici o biologici, inclusa la cernita, allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa e di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero”. I rifiuti di Malagrotta sarebbero stati interrati senza essere trattati, ma solo sminuzzati.
L’Unione europea con la direttiva sopra citata (99/31/CE) ha stabilito che in discarica devono finire solo materiali a basso contenuto di carbonio organico e materiali non riciclabili: in altre parole, dando priorità al recupero di materia, la direttiva prevede il compostaggio ed il riciclo quali strategie primarie per lo smaltimento dei rifiuti.

Attualmente lo smaltimento in discarica in Italia è il principale metodo di eliminazione dei rifiuti, in quanto è semplice ed economico. Dal punto di vista dell’emissione in atmosfera di gas responsabili dei cambiamenti climatici, le discariche per rifiuti non pericolosi e quelle per rifiuti pericolosi risultano nocive se il rifiuto non viene preventivamente trattato e/o differenziato (come spesso capita). È infatti scientificamente provato dall’organizzazione internazionale sui cambiamenti climatici, IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) che i rifiuti in discarica causano emissioni ad alto contenuto di metano e di anidride carbonica, due gas serra molto attivi; una moderna discarica deve pertanto prevedere sistemi di captazione di tali gas (in particolare il metano, che può essere usato anziché disperso in atmosfera).
Ma il nostro d.lgs 36/2003 e la relativa norma tecnica sono così chiari? Abbiamo una quantità infinita di norme sul trasporto dei rifiuti (mancano solo le norme sulle prove psico-attitudinali del buon trasportatore), ma forse c’è carenza di prescrizioni sul trattamento del rifiuto e così si sminuzza. Per la serie meglio la strada più breve!
Ma non solo questo. La raccolta differenziata è a dir poco inesistente e la gestione integrata dei rifiuti si sta dimostrando fallimentare per via della sua complessità: ambiti territoriali non proprio ottimali; mancato raggiungimento della sperata autosufficienza degli ambiti stessi. Inoltre la creazione e la quasi immediata soppressione delle autorità d’ambito ha portato ad un blocco degli affidamenti delle gestioni, già caricati del peso del 23 bis e del referendum, il tutto mentre i vari enti discutono, creano tavoli e conferenze, per stabilire chi deve svolgere le funzioni delle soppresse autorità (si ricorda che l’art. 2, comma 186-bis, della Legge 23 dicembre 2009 n. 191, ha soppresso le Autorità d’ambito   di cui agli artt. 148 e 201 del d. lgs. 152/2006 demandando alle Regioni il compito di attribuire le funzioni già esercitate dalle Autorità).

Il risultato è il caos totale. I rifiuti si sotterrano illegalmente o si bruciano: terre di veleni e di fuochi. A nulla vale la pronuncia della Corte di Strasburgo che ha riconosciuto una violazione dei diritti umani nella vita insalubre tra i rifiuti.

2 commenti per “Into the waste

    • bella osservazione! anche il termovalorizzatore più all’avanguardia non impedisce emissioni inquinanti. all’origine vi devono essere una raccolta differenziata di rifiuti ben accurata e una selezione minuziosa e precisa delle materie destinate ai termovalorizzatori ma qui lascio spazio all’immaginazione…

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