Scanzano ricorda

Il viaggio alla scoperta della legalità sostenibile oggi passa da Scanzano Jonico, un paese in provincia di Matera; il paese della rivolta epica contro il decreto che lo designava come unico sito per lo stoccaggio per le scorie nucleari, il mio paese.

Sono passati nove anni dal decreto 314/2003; nove anni da quella storica e civile protesta; oggi non si parla più di deposito geologico ma di parco tecnologico; ma Scanzano non vuole dimenticare ed ogni anno l’associazione Scanziamo le scorie, zoccolo duro della lotta al nucleare lucana, organizza manifestazioni per ricordare e celebrare. Quest’anno Scanziamo le scorie sta preparando la campagna Tienilammente. La terra è tua, amala e difendila. Una campagna che durerà tutto l’anno e ci accompagnerà verso un decimo anniversario col botto. Tienilammente racchiude in sè sia il ricordo sia il monito; sembrerebbe dire, in altri termini: “ricordate cosa è successo e cosa siete riusciti a fare, ma allo stesso tempo ricordate che avete una terra da difendere, e la Basilicata ha bisogno di essere difesa”.

Il primo evento di Tienilammente si è tenuto martedì 27 novembre, la data della vittoria del popolo lucano, la data del ritiro di Scanzano dal decreto.

Scanzano ha dialogato con la band locale, Krikka Reggae, famosa per il suo impegno sociale e politico espresso nei testi delle sue canzoni rigorosamente in dialetto bernaldese (Bernalda è il paese dove vivono quasi tutti i componenti della band). Quasi ogni brano della band lucana esprime l’attaccamento alla Basilicata e per questo l’associazione Scanziamo le scorie ha deciso di celebrare i nove anni con lei.

I ragazzi della Krikka (non confondeteli con altre cricche) sono stati intervistati dalla giornalista Angela Mauro, anche lei lucana, dell’Huffington Post Italy, e con lei hanno parlato della loro esperienza in quelle quindici giornate di protesta e dello stato attuale del territorio lucano. Dalla piacevole chiacchierata sono emersi in ognuno di loro emozione e stupore nel ripensare a quelle giornate; emozione per i sentimenti che rievoca il ricordo della protesta e stupore nel ripensare alla naturalezza che il popolo lucano ha avuto nel dimostrare l’attaccamento alla propria terra e nel mettere in piedi una protesta senza organizzarsi prima, senza un organico che ha detto “da oggi si protesta”; il collettivo è nato dopo che la gente si è riunita per manifestare.

Quello che ha stupito tutti, come ha fatto notare la stessa Angela Mauro, è stata la solidarietà tra manifestanti e forze dell’ordine e i fatti di cronaca degli ultimi periodi non vanno  in questo senso. Quella era la battaglia di tutti, anche delle forze dell’ordine e poi, come ha sottolineato Manuel Tataranno, uno dei cantanti del gruppo, un poliziotto forse non se la sentiva di attaccare una vecchietta o un bambino che manifestavano.

Il messaggio dato in quei giorni è che il popolo lucano non vuole che la propria terra venga usurpata, privata smisuratamente delle proprie risorse.

Il dialogo con la Krikka Reggae non poteva non toccare anche il tema del petrolio. Quando si pensa al petrolio si pensa alla ricchezza e al benessere – ha affermato ancora Manuel- ma trivellare il 65% del territorio di una regione così piccola come la Basilicata è salutare? Qualcuno ha chiesto alla popolazione un parere? e soprattutto qualcuno ha studiato gli impatti che le trivellazioni hanno sul territorio? Anche l’Ilva 40 anni fa è stata accolta a Taranto come portatrice di lavoro e di progresso, ed ora? Tra 40 anni si parlerà delle conseguenze dell trivellazioni in Basilicata? e sarà necessario – aggiungo io – un decreto d’urgenza per risanare l’area e garantire il lavoro, smentendo quanto affermato dalla magistratura?

Scanzano è il simbolo della necessità di dialogo tra cittadini e potere pubblico; la protesta di Scanzano avrà insegnato che se non si dialoga con il proprio territorio il risultato non è scontato. Non era scontato, come molti hanno sperato, che il silenzio tenuto sulla decisione di ubicare il deposito nazionale delle scorie nucleari a Scanzano non avrebbe provocato nessuna reazione. Il popolo lucano si è svegliato e ha combattuto per difendere la terra ottenuta con tanta fatica dai suoi nonni ai tempi della riforma agraria. E guai a parlare di sindrome NIMBY! Non si tratta di non volere nel proprio giardino le scorie nucleari, ma di non voler rinunciare all’unica fonte di ricchezza di una terra troppo spesso ignorata e depauperata. La terra per un lucano è allo stesso tempo ricchezza, cultura e vita. Il rispetto per il territorio è stato dimostrato anche nella pulizia ritrovata nei siti occupati dopo la fine della protesta: non una carta, una bottiglia o una cicca di sigarette.

Ma dove sono tutte quelle persone presenti nelle quindici giornate?

I protagonisti di Tienilammente sono unanimi nel pensare che la partecipazione non è più la stessa ed i motivi sono tanti e diversi: siamo in generale più reattivi solo nelle situazioni di emergenza, molta gente se n’è andata dalla Basilicata (in generale dall’Italia) per motivi immaginabili e comprensibili, la crisi distrae tutti ma soprattutto l’informazione mediatica tende a rattrappire la cultura e il senso critico di ognuno. Per questo i ragazzi della band lucana in ogni concerto cercano di tenere vivo il ricordo di Scanzano (attraverso un brano scritto dopo la protesta, Eskoriazioni) e di far capire alle giovani generazioni che non bisogna ignorare la storia per imparare dai propri errori e che i diritti non sono favori che le istituzioni ci fanno e per questo vanno pretesi. La musica è un ottimo strumento di diffusione delle idee e se compresa, diventa una potente forma di educazione soprattutto per i giovanissimi che la ascoltano. E’ nella natura del genere reggae la propensione verso l’impegno sociale e la denuncia; come ha ricordato Big Simon, altro cantante del gruppo, reggae music is the voice of the people, e la Krikka Reggae è stata ed è la voce del popolo lucano.

La prima tappa di Tienilammente è stata un’occasione per riapprezzare la bellezza del territorio lucano, ricordando la paura sentita quando qualcuno ha provato appropriarsene.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *


*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>