Una provincia da manuale…dei reati ambientali!

Il viaggio verso la legalità sostenibile oggi passa da Latina, una provincia le cui problematiche fino ad oggi ignoravo.


Sono 12 anni che vivo nel Lazio, a Roma, e solo oggi scopro l’altra faccia di questa regione. Conoscevo gli intrighi di potere, i numerosissimi abusi edilizi, i problemi con i rifiuti (ho visto Roma peggiorare nel corso degli anni), ma non immaginavo quanto in realtà succede.

Il rapporto Ecomafie 2012 di Legambiente rivela che nel Lazio sono stati commessi 2.643 reati ambientali, vale a dire 6,7 illegalità al giorno; la provincia di Latina con le sue 786 infrazioni vanta il settimo posto per numero di reati ambientali in Italia.

Venerdì sono stata in quei luoghi; sono stata nel villaggio della legalità di Borgo Sabotino oggetto di diversi attacchi intimidatori; l’ultimo in ordine di tempo, ma il più grave per le conseguenze, si è concretizzato nell’incendio del capannone dove Libera svolge le proprie attività. Appena arrivata nel villaggio, immerso nella campagna, ho visto diverse strutture in legno, con le immagini di Falcone e Borsellino, altalene, giochi per bambini; poi sono entrata nel capannone, dopo un piccolo androne, la prima cosa che ho visto: il buco chiuso alla meglio con pannelli di legno, lo stesso buco che avevo visto su internet quando è stata resa nota la notizia dell’incendio. Non era la cosa più vicina ma il mio occhio è caduto subito lì; il resto del capannone vuoto per l’intera parte sinistra ancora nero per la fuliggine, ma ripulito con tutta la forza di volontà di quella gente che lì ha deposto le speranze di far nascere un mondo alternativo. Sulla parte destra, dove si è tenuta una conferenza stampa di Libera e Legambiente, ancora tracce di colori e di vita.

Venerdì ho visto con i miei occhi una realtà che pensavo lontana; invece è qui a due passi e che mi fa desumere che non è circoscritta a quel luogo.

Ma la provincia di Latina è anche discarica di Borgo Montello, ora designata a diventare la nuova metropoli dei rifiuti del Lazio, circondata da terreni che odorano non solo di spazzatura ma anche di mafia (camorra in particolare). Ho visto anche la discarica (da fuori) e qui ho visto quello che ho sempre letto: il fiuto per gli affari della mafia e il suo essere globalizzata più di noi. Ovviamente sono in corso procedimenti giudiziari, ma la gente del posto non ha molta fiducia…chissà perché?!

Poi ci sono i fatti più noti: centrale nucleare e rifiuti radiattivi, tumori, sicurezza, mare inquinato ecc. ecc.

Questa esperienza mi ha dato la possibilità di conoscere non solo una realtà che ignoravo, ma anche gente che lavora per cambiare le cose. Gente comune che non aspetta il boom mediatico e non aspira alla poltrona; un gruppo di persone che vuole vivere bene nel proprio territorio.

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