C’era una volta il Barone Rampante…e c’è ancora!

Green……Green….Green…..Si tratta dei Tree climbers, gli arrampicatori di alberi, capaci di raggiungere la cima di un albero alto anche 50 metri e di curarlo o di farlo cadere senza danni attorno.  Questa tecnica è nata in America intorno al 1930 ma è solo da alcuni anni che è stata introdotta in Italia. Pioniere è Daniele Zanzi, agronomo di Varese, nonché membro dell’International Society of Arboricolture, associazione che raggruppa i più qualificati operatori nelle tecniche di cura degli alberi. Negli anni ’80 Daniele Zanzi  lo accusavano di essere uno scimmione penzolante dagli alberi  e fu anche portato in Tribunale per giustificare l’uso del climbing sugli alberi.    Oggi le cose sono molto cambiate e il settore del Tree climbing è cresciuto enormemente. E’ un metodo che garantisce massima sicurezza e affidabilità e permette di raggiungere anche i rami più alti della pianta senza l’utilizzo di mezzi meccanici, di scale. In questo modo ogni parte della pianta diventa accessibile, e ciò è importante per la forma stessa degli alberi. Con la tecnica dell’arrampicamento si possono raggiungere anche i rami più sottili,  senza che questi si spezzino e ciò solo grazie a un gioco di corde che sposta tutto il peso sul ramo cui si è ancorati. Il Tree climbing  è una tecnica che permette anche di essere veloci, di lavorare cioè con maggior rapidità rispetto ai mezzi meccanici. Il metodo sembra essere molto sicuro, basta essere dotati di una buona tecnica di arrampicata, grande passione per gli alberi, competenza agronoma e spirito d’avventura. Un tree climber pronto per la scalata sembra veramente in procinto di affrontare una parete: caschetto, imbragatura a seggiolino, moschettoni, carrucole, discensori, metri e metri di corda e poi i “ferri del mestiere” : tute, guanti, segaccio, motosega e cuffie protettive.

All’estero il Tree climbing è molto diffuso anche come pratica di divertimento e viene insegnato ai bambini. Lo spirito d’avventura ne viene valorizzato al massimo come anche l’educazione, l’amore e il rispetto della natura. Italo Calvino ne sarebbe fiero, certo il ciliegio sui cui si arrampicò Cosimo Piovasco di Rondò doveva essere non troppo alto ma ciò convinse lo stesso il nostro Barone che da tale altezza si possa stare lontani dalla volgarità degli uomini ed essere, invece, piacevolmente vicini al cielo, dove l’aria è più respirabile.

A proposito il 16 febbraio è entrata in vigore la nuova legge per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, molto discussa, ma è pur sempre un inizio e per dirla con le parole di Anne Frank “è meraviglioso che nessuno debba attendere un istante prima di iniziare a migliorare il mondo “….

 

3 commenti per “C’era una volta il Barone Rampante…e c’è ancora!

  1. Salve, mi chiamo Andrea Borrone e sono un arboricoltore tree climber certificato European Tree Worker – tree climbing.
    Solo un paio di precisazioni. La tecnica è certamente sicura anche perché per lavorare occorre conseguire l’abilitazione ai lavori in quota su fune – modulo B – che è regolato dalla normativa sulla sicurezza e igiene sui luoghi di lavori (D. Lgs. 81). Più che di velocità, come ha ben detto nell’articolo, la tecnica è l’unica che permette di intervenire anche all’interno della chioma degli alberi così da poter lavorare anche dove i mezzi meccanici non possono arrivare. In ultimo, ma è proprio una sciocchezza, non viene utilizzato un imbraco con seggiolino, risulterebbe assolutamente scomodo e ingombrante se non i particolarissime occasioni.
    La ringrazio e spero di essere stato utile.
    Andrea Borrone

    • Gentile Andrea

      grazie per le precisazioni. Ho avuto modo di conoscere il tree climbing attraverso Daniele Zanzi della Fitoconsult, un agronomo di Varese molto esperto che ho invitato nel programma televisivo dove sono autore testi. Quello che mi ha colpito è il fatto che con questa tecnica si può lavorare (non solo ovviamente) in cima agli alberi centenari, i grandi patriarchi, gli alberi monumentali, silenziosi testimoni della storia, alberi da custodire e tramandare. Ma ho anche notato che da noi è una pratica poco diffusa e solo per addetti ai lavori mentre all’estero è anche un divertimento educativo. Sarà perchè è proprio l’arrampicata sportiva che è più diffusa e così “naturale” per i bambini?

  2. Buonasera Stefania. Finalmente l’ho ritrovata. Ho conservato una grandissima stima per Lei da quando ci siamo incontrati “Alle falde del Kilimangiaro” e, da quanto leggo, ha messo a disposizione di tutti il Suo bagaglio culturale e professionale!!! Avrei piacere di sentirLa e di aggiornarLa dal punto in cui eravamo rimasti: può trovare i miei riferimenti, e approfittare di dare un’occhiata alle mie novità, sul mio sito personale al seguente indirizzo: http://www.cutidea.flazio.com. A presto, spero, Domenico Cutullè

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