Il Debito: il lato oscuro della ricchezza

Green….green….green…….Alcuni giorni fa si è concluso a Parigi il Festival Internazionale del Cinema Ambientale, una kermesse destinata ad un pubblico attento al destino del nostro pianeta.  123 tra film, documentari e fiction provenienti da tutto il mondo, con storie e immagini che spaziano dal Mar Artico fino al cuore dell’Africa per raccontare il mondo così com’è e come dovrebbe essere.

C’è un film in particolare che ha destato la mia attenzione:  La Dette  di Jennifer Baichwal basato sull’opera letteraria di Margaret Atwood “Payback: il debito e il lato oscuro della ricchezza”.  Il film fornisce uno sguardo affascinante e inquietante sul concetto di debito, mostrando come questo influenzi le relazioni fra gli uomini, la società, i governi e tutto il destino dell’intero pianeta. Concetti che vengono raccontati attraverso storie completamente diverse tra loro e geograficamente distanti. Tutte a presa diretta. Si comincia con l’Albania, dove nei luoghi più remoti e montani,  dell’entroterra di Scutari  vige ancora  il Kanun: un antico codice d’onore e di vendetta basato sulla legge del taglione, secondo il quale un torto subito viene ripagato, prima o poi, con la stessa sorte, con la stessa violenza. Un nemico che affonda le sue radici nella storia di questo popolo e che viene alimentato dall’ignoranza e dalle secolari tradizioni dei clan.  Un avversario invisibile e violento che impedisce all’Albania di aprire le porte dell’Unione Europea.

Dalle faide dell’Albania si passa alle terribili condizioni di lavoro dei raccoglitori di pomodori in Florida, provenienti per lo più dal Guatemala e dal Messico.  Qui si produce il 90% dei pomodori coltivati negli Stati Uniti. Nel 2012  la Coalizione dei Lavoratori di Immokalee (CIW  che lotta da vent’anni per la dignità e la giustizia per i lavoratori agricoli immigrati nei campi di pomodoro della Florida) ha avviato una dura battaglia contro le multinazionali del cibo, al grido “soffriamo la fame oggi perché i nostri figli possano mangiare domani” sono stati chiesti appena un centesimo in più a libbra. Quel centesimo che può sembrare  trascurabile in realtà raddoppierebbe, quasi, i salari dei lavoratori che oggi guadagnano intorno a 50 centesimi per ogni cesto di pomodori da 32 libbre. I braccianti della Florida vivono da sempre la violazione dei diritti umani fondamentali, un debito che si potrà riscattare solo quando gli accordi sul cibo equo saranno concreti e firmati da tutti.

La riflessione sul cibo apre un altro scenario inquietante ma più “facile” da capire per gli spettatori: il disastro ecologico della British Petroleum nel golfo del Messico. Un debito ambientale che non ferma le nostra insaziabile “sete” di petrolio.

Il debito è il prezzo che dobbiamo pagare per la nostra ricchezza. Più è grande più influenza le decisioni e le relazioni.  E noi con le nostre azioni alimentiamo questo debito, quando mangiamo i pomodori alimentiamo il debito dei lavoratori sfruttati, quando andiamo in macchina alimentiamo il debito con l’ambiente, ma chi paga per tutto questo?

Un commento per “Il Debito: il lato oscuro della ricchezza

  1. Buonasera Stefania. Finalmente l’ho ritrovata. Ho conservato una grandissima stima per Lei da quando ci siamo incontrati “Alle falde del Kilimangiaro” e, da quanto leggo, ha messo a disposizione di tutti il Suo bagaglio culturale e professionale!!! Avrei piacere di sentirLa e di aggiornarLa dal punto in cui eravamo rimasti: può trovare i miei riferimenti, e approfittare di dare un’occhiata alle mie novità, sul mio sito personale al seguente indirizzo: http://www.cutidea.flazio.com. A presto, spero, Domenico Cutullè

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