L’Alberone…..storia di una morte annunciata?

091119068-9054fdde-72a2-43ab-927e-d953dbff6802Nelle nostre città, in una giornata di forte vento e pioggia, può succedere che un albero, anche di grandi dimensioni, improvvisamente venga giù. Gli esperti dicono che il 40% di questi crolli  sia dovuto a cedimenti dell’apparato radicale in conseguenza di “ferimenti” che l’albero subisce nella sua vita, come tagli per scavi pubblici, lavori e vandalismi. Così invece di curare gli alberi, soprattutto i centenari, o evitare che vengano danneggiati, le amministrazioni propongono soluzioni estreme, eliminarli togliendo a noi cittadini moltissimo, perché un albero con la sua presenza e la sua storia è un monumento alla vita.

E lo dimostra “ la processione” di centinaia e centinaia di persone che in questo fine settimana ha sfilato davanti al luogo dov’era l’Alberone, il gigantesco leccio abbattuto venerdì dopo che due grossi rami erano crollati  su un’anziana e una ragazzina.

Elimare gli alberi….sembra questa l’unica soluzione; ma questo è un massacro vegetale, giustificato dal fatto che quegli alberi, lasciando cadere le foglie, intasano gli scarichi, sporcano le auto in sosta e le radici sollevano l’asfalto.

Allora è bene ricordare che gli alberi in questo periodo rinnovano le foglie che inevitabilmente cadono, ma queste foglie non “sporcano” e non è minimamente paragonabile alle migliaia di cartacce, mozziconi di sigarette, gomme da masticare che si incontrano sui marciapiedi. Insomma i pericoli e lo sporco che ci stanno attorno, non sono causati dagli alberi, ma dall’uomo, dai suoi mezzi e dai modi in cui vive negli spazi pubblici.

Mi chiedo cosa ne è delle nostre radici contadine, di quella cultura di vivere con gli alberi in quanto parte di un’economia domestica che oggi sembra non esistere più?

Cosa rimarrà e quali ambienti e spazi verdi si potranno godere nelle aree urbane e non dei nostri comuni tra pochi anni, se persiste questa indifferenza?

Ma forse quella fila, quella processione fa sperare che almeno nella coscienza di tante persone sia ancora viva quella fiamma di amore e rispetto per la natura…perché camminare sotto gli alberi, anche in una città come Roma, aiuta a liberare i pensieri come ci ricorda  anche Walt Withman in questo passo di una sua poesia  “vi sono alberi sotto i quali non posso passare senza che vasti e melodiosi pensieri non scendano su di me?”

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