Biodiversità

C’ero quasi riuscito, mi stavo quasi per addormentare (no, di solito non soffro di insonnia ma questi giorni, complice un raffreddore faccio un po’ fatica) quando mi sono sentito osservato. All’inizio non ho capito bene, di solito è il mio cane che prima mi guarda da lontano in silenzio e poi “agisce” annusandomi per sapere, a modo suo, come sto. Ma questa volta non era lui. Allora accendo una luce per capire meglio e in effetti vedo sul pavimento una macchia leggermente più scura: senza occhiali e mezzo addormentato era qualcosa di estremamente confuso ma comunque insolito. Stando bene attento a non fare troppa confusione mi avvicino e… un piccolo geco, anche un po’ malmesso, faceva il finto morto sul mio pavimento. Da sempre, lo confesso, il geco è un animale che non mi rende proprio “indifferente” e ho impiegato un po’ di anni a convincermi che il suo essere utile non meritava il grido “oddio un geco…” quanto un “che bello un geco!”. Per quanto ne so io, infatti, quel “piccoletto” è uno dei nostri più grandi alleati nella lotta alle zanzare e come tale andrebbe premiato. Certo, vi confesso anche che non è l’unico geco che mi ritrovo a girare per casa e che l’idea di averne troppi che banchettano a zanzare mi fa comunque pensare al fatto che non avendo noi un bagno per questo tipo di ospiti prima o poi avrebbero, come dire, un po’ sporcato.

Insomma, da questa piccola e immediata valutazione “costi-benefici”, ho concluso che la cosa migliore per noi e per lui sarebbe stata un trasferimento immediato in giardino, dove avrebbe sicuramente trovato un habitat più adeguato.  Ho fatto bene o male? Non lo so, ditemelo anche voi. Quello che mi è rimasto in testa è un grande punto di domanda, cosa ne so io veramente della biodiversità del mio giardino? Ad esempio, da economista, sarei in grado di valutarne correttamene costi e i benefici? In effetti, escluso quanto appreso dai film di animazione (o da soporiferi documentari sulla Tundra ) non posso dire di essere molto ferrato in materia. Posso iniziare a rimediare sabato 27 e domenica 28 ottobre partecipando a  “Biodiversamente”, il festival dell’ecoscienza. Per informazioni, QUI.

Ah, dimenticavo,  ho depositato il simpatico rettile vicino a un muretto di pietre e per catturarlo ho utilizzato un contenitore di vetro sotto cui ho fatto scorrere un foglio di carta. Fatemi sapere se ci sono metodi migliori per tutti e due.

4 commenti per “Biodiversità

  1. Il fatto di dover dare una lettura in chiave costi/benefici della natura, o cercare di stimarne il valore , è la dimostrazione del nostro modo di rapportarci ad essa, dei limiti della nostra cultura.

  2. L’economia per me rappresenta solo uno tra i tanti strumenti/linguaggi che adoperiamo per arrivare a delle conclusioni. Costi/benefici/vantaggi/svantaggi sono elementi che ricerchiamo, anche involontariamente, in ogni situazione (un’amicizia, per esempio). Non solo la ritengo una cosa naturale, ma anche un’ottima occasione di crescita.
    Concordo il commento di Emiliano nella seconda parte, anche se non parlerei solo di valore economico, ma del valore in sé, che sicuramente è un limite.

    • Vorrei ricordare però che l’utilizzo o meno della valutazione monetaria non deve essere l’aspetto principale della discussione. L’obiettivo è arrivare a determinare l’importanza dei servizi offerti dall’ecosistema rispetto alle altre opzioni e in questo senso esprimerla in “denaro” è solo una delle opzioni possibili.

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