L’efficienza energetica ai tempi della crisi

C’è crisi, ormai lo sappiamo. Ce lo sentiamo ripetere dalla mattina alla sera. Non ci sono i soldi, non ci sono le risorse, non ci sono i fondi. Ma una cosa ci resta: l’energia. È da qui che si può, e si deve, ripartire. Con il risparmio, prima, e la ricerca, poi.
A casa, nelle aziende, nei Comuni: tutti sprechiamo energia. Chi di noi non ha mai lasciato il carica batterie del cellulare attaccato alla spina o elettrodomestici in stand-by? Bene, se questa cattiva pratica si riuscisse ad eliminare spegneremmo una centrale termoelettrica e sulla bolletta sicuramente avremmo almeno una buona notizia. Chi a capo di un’azienda controlla se nella la sua linea di distribuzione dell’aria compressa ha un foro di 4 mm? Eppure, quel singolo foro, se la linea è per esempio a 7 bar, significa una perdita di potenza di circa 4kW ovvero una perdita di oltre 2.500 euro l’anno. Soldi che, se economizzati, anno dopo anno diventerebbero una buona risorsa da poter reinvestire. Chi amministratore di un ente locale è in grado di dire con esattezza a cosa corrisponde la bolletta che sta pagando? Invece, basta poco per risparmiare sulle utenze inesistenti, sulle dispersioni, sulle tariffe, scegliendo quelle più adeguate alle reali esigenze.
Se tutti facciamo del nostro, da casa al lavoro, di energia da trasformare in risorsa ce n’è. Si stima che l’Unione Europea riuscirebbe a risparmiare, con adeguati interventi, almeno il 20% di energia rispetto all’attuale consumo, pari a circa 60 miliardi di euro all’anno. Che per ogni famiglia vorrebbe dire un risparmio da 200 ai 2.000 euro l’anno.
Quindi, la crisi c’è ma noi rispondiamo. Non c’è più energia da perdere!

10 commenti per “L’efficienza energetica ai tempi della crisi

  1. Ottima idea porre l’attenzione su questi temi e soprattutto sul fatto che in effetti basterebbe molto poco per migliorare tanto. Mi permetto di aggiungere il tema dell’efficienza energetica nell’ediliza, rispetto al quale mi pare che la sensibilità media dei cittadini e delle ammnistrazioni italiane sia ancora colpevolmente bassa. Anche qui il singolo può fare molto, basta ricordarsi che ogni volta che si effettua una ristrutturazione edilizia, a fronte di un esborso aggiuntivo minimale (peraltro agevolato dalla detrazione fiscale al 55% tutt’ora prevista dalle norme in materia) si può allo stesso tempo effettuare una riqualificazione in chiave energetica, che permette di risparmiare tanto anche a livello economico (dunque recuperare rapidamente ciò che si è investito) e, se il lavoro è fatto bene, guadagnare altrettanto in termini di qualità della vita domestica.

  2. Concordo pienamente con le constatazioni prima di Andreassi e poi di Vesselin. Parto da quest’ultimo per insistere sul fatto che il consumo energetico, o meglio, lo spreco energia nel campo dell’edilizia è molto più alto rispetto a settori quali industria e trasporti (le stime vedono consumi nelle quattro mura oltre del 40% su tutta l’energia globale) per non parlare delle emissioni di CO2(oltre il 50% su tutti i settori) o, ancora, delle malattie, anche gravi che possono insorgere da un sovrautilizzo di impianti di condizionamento, dalla formazione di muffe, e da un troppo alto elettromagnetismo negli ambienti confinati. In questo campo la tecnologia c’è, siamo fortunati! In altri, come quello delle industrie o dei trasporti, comunque meno energivori, si richiede uno sforzo di ricerca. Dunque perchè non fare l’indispensabile?..forse poca volontà da parte dei tecnici di ampliare il proprio bagaglio di conoscenza tecnologica o anche soltanto rispolverare un libro di fisica tecnica? forse è più facile trovare un modo per fuggire da una legge scomoda che richiede talune prestazioni al momento di una manutenzione straordinaria? forse è più facile diffondere la voce che trattasi di interventi costosi?…sono giovane tecnico, forse troppo per dire che le cose devono cambiare, ma io voglio fare in modo che cambino e presto!..facciamo qualcosa!!!!!!

  3. Argomento di fondamentale importanza per il nostro presente e futuro, ciò che credo sia fondamentale nel breve periodo è riuscire a far capire alle persone l’importanza ed il peso delle loro azioni, la nostra cultura è ancora troppo arretrata, c’è urgente necessitá di cambiare.speriamo bene

  4. Sono d’accordo anche io, nelle case come nelle industrie c’è tantissimo da fare.
    A proposito delle detrazioni fiscali in ambito ristrutturazione edilizia, invece, sapete se poi sono state prorogate?
    Io ricordo che gli operatori lamentavano molto la mancanza di certezze riguardo al tema, poiché la regola della detrazione del 55% delle spese per le ristrutturazioni edilizie ai fini energetici erano sempre prorogate di anno in anno e mai a lungo termine.
    Cosa ha deciso l’allora governo Berlusconi? Perche mi pare che l’attuale governo non ha agito sull’ambito…

    • Non mi risulta ci siano ancora informazioni certe in materia proroga delle detrazioni. L’attuale governo risulta essere piuttosto fermo in materia. Anche se va detto, si veda il conto energia, ad esempio, é spesso capitato che provvedimenti di questo genere abbiano visto la luce in extremis. Stavolta la vedo dura.

    • Relativamente all’energy management nelle industrie (e qui sarebbe interessante aprire una discussione su quante aziende si siano dotate, com prevede la legge della figura dell’energy manager), tale pratica può divenire davvero efficiente (con riduzione dei consumi, dell’impatto ambientale e dimunuzione dei costi a parità di produzione) se in quell’azienda esistono o si individuano:
      La capacità tecnica adeguata per analizzare ed implementare le possibilità di risparmio energetico
      Un sistema di monitoraggio efficace per misurare e mantenere sotto osservazione in maniera continuativa i consumi energetici dell’impianto
      Un piano strategico ben delineato
      Il pieno supporto del top management
      Solo così l’energy management diventa un’opportunità

  5. Il tema del risparmio energetico è davvero di fondamentale importanza soprattutto in un periodo di “crisi” come quello che ci troviamo a vivere. Personalmente non credo manchino né le idee e né le tecnologie credo piuttosto che manchino gli strumenti politici ed economici.
    Ad esempio le detrazioni fiscali del 55% sono apparentemente uno strumento molto incentivante, peccato che la detrazione venga spalmata in 10 anni e questo spesso rende economicamente poco interessante effettuare opere di efficientamento energetico.

    • Si deve entrare nell’ottica, detrazioni o meno, che i negajoules, ovvero il mancato consumo di energia grazie al risparmio, sono divenuti la più importante risorsa energetica individuale. E che consumare di meno significa spendere di meno. E, aggiungo, credo sia abbastanza evidente che in Italia ci sia qualche problemini. Qualche numero per capirci. In Svezia lo standard per l’isolamento termico degli edifici non autorizza perdite di calore superiori a 60 kWh/mq all’anno. In Germania le perdite sono mediamente di 200 kWh/mq all’anno. In Italia si raggiungono punte di 500 kWh al mq/anno. Se l’Italia si allineasse agli standard svedesi il riscaldamento degli ambienti nel nostro paese scenderebbe dal 30 al 4% degli attuali consumi energetici. In tal senso la procedura di certificazione energetica e la classificazione degli edifici secondo classi di consumo dovrebbe andare in questa direzione. Con tutte le difficoltà ancora aperte nell’individuazione (in maniera definitiva) di che competenze debba avere il certificatore e di quali strumenti di analisi siano consentiti.

  6. Grazie di aver portato l’attenzione sul problema dell’aria compressa . Questa notizia mi fa capire quanta energia abbiamo sprecato nella nostra azienda a causa delle perdite di aria nell’impianto. Avrei una domanda a cui magari qualcuno sa rispondere. Negli ultimi giorni si sta parlando di una abbassamento dell’intensità luminosa degli impianti pubblici, chi mi sa dire ogni lampione quanto consuma ogni notte per farmi un idea ? Grazie

    • Dipende da molteplici fattori. Dal tipo di lampada allo stato del palo, dei collegamenti ecc. Diciamo che possiamo dire una lampada ai vapori di sodio sia caratterizzata da un consumo energetico di circa 150kWh. Le più moderne lampade al led consumano circa 30/40 kwh.

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