Preparate gli ombrelli. Una pioggia di euro per l’efficienza energetica

Dopo aprile, anche giugno e luglio fanno registrare importanti novità sul fronte efficienza energetica. Il mese scorso, infatti, ha visto l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo di recepimento della direttiva europea 2012/27/UE. Il testo definitivo del decreto contiene una serie di provvedimenti che vanno ad integrare le misure già definite nella Strategia Energetica Nazionale. Meno di due settimane fa, il D. Lgs. 4 luglio 2014, n. 102 era stato pubblicato in Gazzetta; nonostante qualche “mero errore materiale” con relativa interrogazione parlamentare, oggi anche gli otto allegati mancanti sono disponibili e il decreto (in versione rettificata e completa) è ufficialmente in vigore. Il quadro normativo italiano si arricchisce così di un ulteriore strumento che ci permetterà di contribuire al raggiungimento dell’obiettivo europeo di riduzione del 20% dei consumi di energia primaria al 2020.
Le disposizioni introdotte dal decreto riguardano diversi ambiti. Ad esempio, per il patrimonio edilizio nuovo ed esistente sono previsti bonus su cubature e distanze minime, in deroga ai regolamenti sia locali che nazionali, per tutti gli immobili con elevate prestazioni energetiche. Anche i singoli consumatori saranno interessati da cambiamenti sia sul piano tariffario che sulle modalità di fatturazione e contabilizzazione. Sul lato generazione/distribuzione di energia invece, il decreto mira a promuovere la diffusione delle rinnovabili e della cogenerazione ad alto rendimento, e spinge molto verso lo sviluppo di reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento.
Ma, poiché sine pecuniae ne cantantur missae, il Governo ha promesso lo stanziamento di circa 800 milioni di euro a sostegno degli interventi di miglioramento energetico. A beneficiarne, nel periodo 2014 – 2020, saranno in primis la Pubblica Amministrazione e le aziende energivore. Entrando nel dettaglio, circa 355 milioni di euro saranno destinati alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici dello Stato. Ad altri 105 milioni di euro invece potranno accedere le PMI per realizzare diagnosi energetiche, analisi quest’ultime che, a partire dalla fine del prossimo anno, dovranno essere obbligatoriamente condotte ogni quattro anni da tutte quelle imprese caratterizzate da elevati consumi energetici. In più, il decreto prevede l’istituzione di un “Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica” che renderà disponibili 70 milioni di euro all’anno, per i prossimi sette anni, nei settori industriale, terziario e residenziale, allo scopo di promuovere azioni finalizzate al contenimento della richiesta di energia negli utenti finali.
Per quanto riguarda l’accesso ai finanziamenti, l’approccio italiano riprende quanto già tracciato dall’Unione Europea. A questo proposito, assumono un ruolo centrale le valutazioni basate su analisi del tipo costi-benefici. D’altra parte, è ormai chiaro che la fattibilità di un intervento va sì misurata considerando l’energia che la sua realizzazione permette di risparmiare, ma anche tenendo ben presente i capitali di cui è necessario disporre e i vantaggi in termini economici che l’intervento è in grado di generare durante la sua vita utile. Da questo deriva anche l’importanza che riveste, come emerge dallo stesso testo del decreto, la diagnosi energetica come attività principe per approfondire le modalità di utilizzo dell’energia, per individuare le opportunità di miglioramento e quindi gli interventi più convenienti, sui quali è prioritario cominciare a investire.

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