Qui Manhattan, corsa dell’Uragano o maratona di Sostenibilità?

di Andrea Micangeli

Qui Manhattan, corsa dell’Uragano o maratona di Sostenibilità? I commenti della Columbia University, e dei Maratoneti delusi, passando per una consapevolezza del limite che tarda a diffondersi …

IERI è sembrato paradossale trovarsi qui a New York nel pieno svolgimento del Uragano Sandy, vivendo sotto la minaccia del disastro, quando ero solo di passaggio per andare a lavorare alla diffusione delle rinnovabili e di un modello diverso di sviluppo nell’altra America. Ero diretto a Sud, ma al cambio di aereo al JFK, ho trovato il personale che si affrettava a lasciare l’aeroporto … quello stesso aeroporto che ben presto non sarebbe più stato un luogo sicuro. L’allagamento, il black.out, qualcosa di estremamente critico stava arrivando.

OGGI quanto predetto si è verificato e si constata che il Gigante USA si è trovato piccolissimo, indifeso, e in alcuni casi persino mal preparato

Sul cambiamento climatico e gli eventi critici, ancora si può studiare scientificamente e si può discutere di quanto e come questi siano correlati, ma nel constatare i danni, da qualche parte, spunta la consapevolezza di dover affrontare la crisi ambientale, quanto quella economica ed energetica, anche se un cambio, o una riduzione di consumi e di energie fossili è ancora un lontano miraggio.

Un nuovo inizio di proteste contro l’alta finanza chiamato: “Occupy Lehman Brothers”

Sono qui di passaggio per lavorare poi in Centro America, di passaggio proprio qui, per capire “da dentro” come si muovono alcune fonti di finanziamento delle Energie Rinnovabili e per incontrare dei Colleghi alla Columbia University.

Resto in verità bloccato per molti più giorni, da un necessario stop di tutte le attività. Immagino il tutto come una sana pausa di riflessione nella Città simbolo del dominio dell’Uomo sul Pianeta. Questa è una pausa che passerà, come passerà l’Uragano e lo stato di Emergenza, quello che resterà sarà la prospettiva futura.

Perché Sandy e i suoi compagni passati sono prima di tutto un attacco molto duro all’attuale sostenibilità di tutto il sistema … anche il più “sicuro”!

Effettivamente la cittadinanza, più che altro, ha pensato a fare scorte ai supermercati, salvare possibilmente Halloween, a meno di essere tra quelli colpiti, persino tutti i maratoneti ed io con loro, continuavano gli ultimi allenamenti, sperando ancora che entro domenica si potesse svolgere regolarmente la mitica maratona di NY … ma così non sarà … Sandy dà uno STOP, più forte del previsto, nonostante non sia, di per sé, più violento del previsto. L’esplosione della centrale elettrica e anche l’incredibile blackout all’ospedale universitario NYU (New York University) e della stessa NYU sono colpi bassi per l’efficienza Statunitense. Sandy nella furia distruttiva ferma il nucleare, i generatori autonomi dell’ospedale, messi in alto ma con le pompe diesel nelle cantine allegate, ferma per un breve tempo anche le rinnovabili e ferma il cuore di Manhattan, piombata nell’isolamento da email e telefono. Per interi quartieri … è oscurità totale!

E così il vento fischia ancora forte, le inondazioni sui quartieri della costa non sono affatto risolte, molta gente deve lasciare le case. Eccoci deboli e sprovvisti di fronte alla natura, come le intere popolazioni nelle cittadine asiatiche durante la stagione dei monsoni, come uomini in balia dell’Ambiente, senza differenza di razza, di genere o di ceto …

Uno degli infiniti interventi dei pompieri di NY nel nostro quartiere di Manahattan

Klaus Jacob, professore dell’Earth Institute, della Columbia University, ha detto che la tempesta è un “campanello d’allarme” per prepararsi meglio e dice: “La chiamata arriva ancora più forte se si considera dalla prospettiva degli eventi meteorologici più estremi dovuti al riscaldamento globale. Ma di cosa ancora abbiamo bisogno per uscire dal nostro sonnecchiare?“.

Tra poco incontrerò gli atleti Italiani che si preparavano alla Maratona di domani, tra loro alcuni cari amici … per loro la delusione è fortissima, la sentono nei muscoli e nel cuore; magari si poteva accentuare l’aspetto di solidarietà, magari si poteva cambiare percorso e favorire le zone meno colpite per raccogliere fondi per le altre. Ma anche attraverso questo, passa la consapevolezza che Sandy non si gestisce né poco prima, né durante, né tanto meno immediatamente dopo … solo sulla lunga .. lunga distanza.

Questa “lunga distanza” è la vera maratona che deve affrontare l’intera Umanità … e come dice paradossalmente il motto della NY Marathon 2012: “tutto il resto … è warm up!”

Andrea Micangeli

Cancello della casa in cui sono ospitato a Manhattan: divelto da un albero, abbattuto dall’uragano Sandy


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