APP e ancora APP: cambia il nostro modo di approcciare la mobilità

Il problema più grosso che si affronta quando si parla di mobilità è che ognuno di noi vuole la stessa cosa nello stesso momento e si sente in diritto di averla e di non dover pagare per averla. Andare in macchina da soli al lavoro la mattina, potersi muovere nel centro della città con il SUV, arrivare davanti a un negozio per fare la spesa parcheggiando a pochi metri: sembrano essere tutti diritti acquisiti di noi italiani amanti del volante.
E mentre le agende politiche tacciono completamente sui problemi relativi alla mobilità e alla congestione e inquinamento delle nostre città, ci stiamo organizzando da soli e sono state così create centinaia di APP che ci aiutano a muoverci meglio.
Ma prima di andare ad analizzarne qualcuna nel dettaglio diamo qualche numero giusto per far capire le potenzialità del settore.
Secondo una ricerca di BusinessInsider nel mondo si spenderanno 2.100 miliardi di dollari in tecnologia nel 2013, pari a un 6% della spesa mondiale.
Secondo la recente ricerca pubblicata da Nielsen “Social Media report” (che trovate a questo link http://blog.nielsen.com/nielsenwire/social/2012/) i social network sono diventati parte integrante della nostra vita e non sono più in una fase di affermazione sul mercato, perché sono un fenomeno globale imprescindibile. Il tempo medio che passiamo su internet è in crescita, non importa se lo facciamo da PC o da smart phone, e registra un più 21% rispetto allo scorso anno, così come è raddoppiato il numero di APP disponibili sul mercato: da 55 milioni a oltre 100 milioni con un +85%.
Le APP sono il fenomeno in maggiore crescita e dedichiamo alle APP più di un terzo del tempo che passiamo su internet accedendo da smart phone.
In un certo senso quindi la nuova mobilità, di cui ci occupiamo in questo blog, parte da qua, perché le APP create sono il frutto di una esigenza specifica. Vediamone alcune tra le più significative.
WAZE, ad esempio, è una APP gratuita che offre informazioni sul traffico sulla base delle segnalazioni degli utenti stessi che aggiornano il loro stato e forniscono così dati sulla base dei quali qualunque altro utente può definire il suo percorso. Inoltre compara i prezzi della benzina sempre grazie alle informazioni degli utenti.
SFPARK invece è un APP realizzata a San Francisco che fornisce in tempo reale informazioni sulla disponibilità dei parcheggi agli utenti e che utilizza invece a sua volta le informazioni degli utenti per fare aggiustamenti sul prezzo dei parcheggi sulla base dell’andamento della domanda. Un servizio eccellente che permette di evitare di girare in tondo per trovare il posto adatto. Soprattutto se si considera che il “trovare parcheggio” è in cima alla lista dei desideri di noi italiani.
WHIPCAR è un servizio di car sharing peer to peer, ovvero un sistema che consente di affittare la macchina da privato a privato. Quando non uso la mia macchina, la metto a disposizione di altri che la possono utilizzare e in contemporanea io ricevo una somma per questo utilizzo. Il sistema è attivo in Gran Bretagna (da noi siamo ancora molto lontani da questo concetto di condivisione purtroppo).
HAILO and UBER è una APP dedicata alla chiamata di taxi e limousine attiva negli Stati Uniti in Canada, in Europa e a Tokyo. Si differenzia da altre app di questo genere perché ha introdotto un livello di controllo qualità molto alto che le compagnie non riescono a garantire con i sistemi tradizionali.
In Italia nell’ultimo anno sono state realizzate alcune significative sessioni di hackathon (neologismo che unisce la parola hacker e marathon): si tratta di brain storming dai quali scaturiscono nuove app che poi vengono messe in rete gratuitamente. Ma non è stato facile e non è ancora facile….ovviamente non c’è bisogno di spiegare il perché….

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