Il piano CARS 2020: la sostenibilità ambientale come fattore di competitività in una Europa ancora più Europea.

Riprendiamo in questo articolo alcuni punti del piano d’azione CARS 2020 presentato qualche giorno fa a Bruxelles dal Vice Presidente e commissario all’imprenditoria Antonio Tajani, che è rimbalzato su tutti i giornali e agenzie di stampa. I numeri ormai sono noti, ma occorre segnalarli nuovamnete solo per contestualizzare il tema: 12.000.000 di posti di lavoro diretti o indiretti per un comparto (quello dell’auto) che sta soffrendo la peggior crisi dal secondo dopoguerra con effetti diretti sulle PMI che lavorano nell’indotto. Mentre l’Europa soffre a causa di recessione e austerità, la domanda mondiale ha un trend positivo.
E quindi l’Europa prova a reagire con un nuovo piano: se i numeri sono importanti e danno immediatamente l’idea di ciò che si parla, nella strategia CARS2020 è racchiuso anche un altro aspetto cruciale. Ovvero l’Europa si mette in gioco direttamente per uscire da logiche nazionali penalizzanti e agevolare uno sviluppo a tutto tondo. L’obiettivo generale del piano CARS 2020, ovvero trasformare la crisi in una opportunità di crescita e di maggiore competitività puntando a una transizione sostanziale verso maggiore efficienza energetica e fonti alternative grazie a tecnologie e materiali avanzati, diventa anche un sistema per affermare con forza un ruolo dell’Europa che non passa solo dalla erogazione di aiuti, ma che punta a regolamentare il mercato per consentirgli di procedere verso una necessaria internazionalizzazione.
In altre parole, la sostenibilità ambientale deve diventare un fattore di maggiore competitività sul mercato e non un handicap, all’interno di un Paese Europa che cresce grazie a obiettivi comuni. Sembra di aver scoperto l’acqua calda ma non è così. Si tratta di una rivoluzione silenziosa auspicata da tempo e già annunciata tante volte nelle strategie della CE ma che sembra diventata la vera chiave per la sopravvivenza del settore.
Quindi o ora o mai più! Ed ecco appunto che la logica europea diviene esigenza e opportunità per sfidare la crisi e i 4 pilastri della strategia vanno letti proprio in una rinnovata ottica europeista.
Innovazione a tutto campo ma in una cornice europea.
Competitività grazie a regole e standard chiari che non frenino le opportunità, ma che garantiscano il buon funzionamento del mercato europeo e quindi anche regolamentazione degli incentivi statali attraverso linee guida sovranazionali. La CE adotta un approccio realista anche nei confronti delle emissioni inquinanti e stabilisce che entro la metà del 2013 dovrà essere adottato uno standard comune per le infrastrutture di ricarica, tema che ancora oggi fa dibattere il settore.
Accesso ai mercati terzi che sia equo e quindi è necessaria una armonizzazione di standard e norme tecniche così come di accordi commerciali che garantiscano un eccesso effettivo a parità di condizioni.
Formazione e gestione delle ristrutturazioni dove forte è il richiamo a un maggiore coordinamento europeo che consenta di uscire da logiche nazionali che oggi rischiano di aggravare la crescita e di non risolvere il problema.

Sono azioni politiche concrete che sono state elaborate per ribaltare il declino dell’industria automobilistica in Europa e per renderla competitiva sui mercati emergenti.

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