Internet delle cose e intelligenza collettiva: una rivoluzione possibile.

Esiste un gruppo su facebook, che si chiama tecnologie in strada, che ha 600 partecipanti e che si occupa, in maniera professionale e passionale, di segnalare le evoluzioni nel mondo dell’internet delle cose e di scambiarsi opinioni a questo proposito (http://www.facebook.com/groups/tecnologieINstrada/).

La materia è vasta e l’evoluzione veloce, il dibattito è intenso e in giro per il mondo ci sono progetti di ogni genere e stile.
Ma cos’è l’internet delle cose? E’ un neologismo riferito all’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti, secondo Wikipedia, ma è anche molto di più. E’ una “distribuzione di intelligenza” in grado di trasformare gli oggetti inanimati in oggetti smart, dandogli un senso diverso, rendendoli in un qualche modo intellettualmente vivi. Internet delle cose coinvolge, quindi, attività sinergiche in diversi settori della conoscenza umana come le telecomunicazioni, l’informatica, l’elettronica e le scienze sociali. Uno scenario complesso nel quale coesistono diverse visioni, un nuovo paradigma che guadagna terreno grazie alla diffusione delle tecnologie wireless. Gli oggetti comunicano tra di loro, scambiandosi informazioni, modificando la nostra quotidianità e anche la nostra vita professionale. Se internet ha già cambiato il nostro modo di vivere, l’internet delle cose può aggiungere una nuova dimensione alla rivoluzione ancora in atto, perché potenzialmente può trovare applicazione in ogni campo della nostra vita: trasporti, logistica, salute, ambiente, vita personale.
Sostanzialmente internet consente accesso a informazioni, connette le persone tra di loro e con il lavoro; l’internet delle cose è oggi la vera opportunità di cambiamento al punto che si parla di “Industrial Internet Revolution”: un network globale e accessibile che connette persone, informazioni e “cose”. Non si tratta di un mondo governato da robot o da macchine intelligenti, ma si tratta di combinare le migliori tecnologie esistenti per risolvere le sfide più importanti del millennio. Significa, quindi, creare un sistema economicamente sostenibile e vivibile, che permetta la costruzione di città e infrastrutture in grado di resistere alle sfide dei prossimi anni.
Che cosa serve, dunque, oggi per rendere possibile un ulteriore salto di qualità che consenta alle tecnologie di diffondersi sulle strade? Serve l’impegno delle industrie e dei governi per stabilire principi di standardizzazione e di sicurezza per il mondo delle cose. E’ necessario stabilire standard comuni che possano essere utilizzati per sviluppare le migliori soluzioni per rendere intelligenti le cose che ci circondano, e occorre farlo in un regime di sicurezza condiviso a livello globale.
La Commissione Europea ha chiesto all’industria e ai governi di costruire regole comuni necessarie per la funzionalità e l’interoperabilità delle nuove tecnologie di comunicazione e per rendere possibile la connessione tra le auto al fine di attivare una comunicazione intelligente con le infrastrutture di controllo. Il mandato ufficiale è stato dato all’ETSI, European Telecommunication Standards Institute e al CEN, European Standard Commitee, che hanno già pubblicato alcuni importanti standard.
La gestione del traffico nelle città e nelle aree interurbane avverrà quindi sulla base di comunicazioni dirette e sulla base dell’interazione delle auto tra di loro e tra le infrastrutture, attraverso quella che oggi definiamo cooperative intelligent transport system, ovvero l’evoluzione dell’ITS in senso collettivo. La cooperazione in questo ambito può modificare sostanzialmente il nostro modo di gestire la città sul fronte del traffico stradale perché connette i semafori con le auto, le auto con altre auto e crea informazioni multimodali per il cittadino.
La creazione quindi di standard comuni produrrà una armonizzazione tra i sistemi a livello europeo dandoci una effettiva possibilità di cambiamento.
E mentre, quindi, le “cose” si animano e prendono vita in maniera smart, noi umani sviluppiamo un nuovo paradigma che coincide con la messa in comune dell’immaginazione e delle conoscenze presenti nella società. L’evoluzione della rete e le nuove tecnologie informatiche consentono la messa in relazione di soggetti nomadi, le cui conoscenze non sono più definite da contesti accademici, ma derivano dalla somma delle più diverse esperienze individuali, le quali formano la materia prima per nuovi prototipi mentali, adeguati alla nuova fase della civilizzazione umana. Siamo di fronte al concetto di intelligenza collettiva di cui si occupa direttamente l’MIT con il suo Center for Collective Intelligence. L’intelligenza non è qualcosa che accade all’interno del cervello del singolo, ma emerge e si sviluppa anche da gruppi di individui ed in un certo qual modo esiste da sempre, come intelligenza creata da agglomerati di persone che lavorano insieme o che interagiscono insieme (la famiglia). Ciò che è nuovo invece è la tipologia di intelligenza collettiva creata da internet: basta pensare a Google dove milioni di persone in tutto il mondo creano pagine e linkano le pagine tra di loro. O a wikipedia che è stata il primo esperimento di “creazione collettiva”, a cui hanno partecipato migliaia di persone in rete senza alcun bisogno di un controllo centralizzato. Siamo solo all’inizio della storia, o così pare, stando alle parole di Thomas W. Malone, founding director of the MIT Center of Collective Intelligence che afferma “As all the people and computers on our planet get more and more closely connected, it’s becoming increasingly useful to think of all the people and computers on the planet as a kind of global brain”. Il nostro futuro dipende dalla nostra abilità di usare l’intelligenza collettiva per fare scelte che non siano soltanto smart ma anche saggie (http://edge.org/conversation/collective-intelligence).

2 commenti per “Internet delle cose e intelligenza collettiva: una rivoluzione possibile.

  1. Ben detto, complimenti. Ora te tecnologie devono arrivare urgentemente in strada, cosi come le stiamo conoscendo, connesse tra loro e facili da usare.

    Ettore Murciano
    [Tecnologie IN strada]

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