La mobilità sostenibile su twitter

Ieri, il mio caro amico Pinz durante una piacevole conversazione sul futuro della mobilità mi ha simpaticamente “accusato” di essere vecchia perché continuavo a parlare di mobilità sostenibile e non di mobilità “nuova”. In effetti sono vecchia, perché non riesco a liberarmi dell’aggettivo sostenibile, soprattutto perché in realtà con mobilità nuova si intende la stessa identica cosa. Stimolata comunque da questa conversazione ho fatto un po’ di ricerca on line e ho scoperto questo interessante articolo sul sito sustainablemobility.org (http://www.sustainable-mobility.org) in cui si parla della comunità di twitter.
Alcune cose sono scontate altre sono interessanti.
Prima di tutto l’aggettivo sustainable su twitter è ancora in auge e non è stato sostituito dal concetto “mobilità nuova”.
Poi, come è ovvio, dall’analisi emerge che la comunità che si occupa di mobilità sostenibile su twitter parla inglese: tra i 100 più importanti account che pubblicano le novità sul tema il 61% lo fa in inglese. Nel dettaglio: la metà degli accounts sono americani, seguiti a ruota dagli inglesi, mentre il resto degli accounts rappresentano le altre comunità europee.
Al di là del discorso linguistico, quello che risulta è che il posto d’onore tra gli accounts è occupato da quelli che appartengono a blog o a siti di informazione sulla eco-mobilità, cioè che si occupano di mezzi alternativi di trasporto, di energia pulita, di veicoli elettrici e ibridi (Mixture Hybrid Cars, Autobloggreen, Green Car Reports), mentre ce ne sono altri che hanno un approccio più generico e che spaziano su tematiche non solo connesse alla mobilità alternativa, arrivando ad occuparsi di bicicletta, autobus e aerei.
Il 22% degli accounts poi appartiene a società che si occupano di eco-mobilità e che ne hanno fatto il loro business. Ecco quindi che tematiche specifiche come la ricarica elettrica, il car sharing, il car pooling, diventano oggetto di comunicazioni quotidiane tra i seguaci di twitter.
Il 16% invece è gestito da individui che si occupano di mobilità sostenibile per vari motivi: giornalisti, bloggers, appassionati o cultori della materia per varie ragioni.
Infine il 13% degli accounts appartengono a NGO o a network internazionali.
Molto interessante analizzare la parte relativa ai contenuti di quello che viene pubblicato su twitter perchè la maggior parte degli accounts specifici legati alla mobilità sostenibile produce autonomamente i propri contenuti. Nello specifico, sono 54 accounts sui 100 migliori on line. Tra questi 54, 29 pubblicano solo loro contenuti mentre 25 pubblicano anche contenuti che provengono da altre fonti. I restanti 46 accounts si occupano prevalentemente di “promuovere” alcuni tipi di attività pubblicando articoli, video, studi incentrati su prodotti specifici.
Tra tutti i temi comunque, che vengono rimbalzati tra i vari accounts nel mondo è la mobilità elettrica e ibrida il principale contenuto sul quale la comunità si confronta.

4 commenti per “La mobilità sostenibile su twitter

  1. Ciao Barbara, condivido il tuo punto di vista e rimango convinto, come ben sai leggendo ciò che scrivo anche su Linkedin, che la sostenibilità legata alla mobilità elettrica è il futuro. Parlare di mobilità nuova ora, vorrebbe dire dimenticare gli investimenti fatti sino ad ora e ripartire da zero. La sostenibilità legata a smart city continuo a credere sia ciò cui dobbiamo aspirare. Buona giornata

    • Ancora con questo falso mito che elettrico vuol dire pulito! Chiedetelo ai cittadini di Civitavecchia che convivono con una centrale elettrica a carbone. I casi sono tre: o conoscete delle miniere di elettricità, o avete inventato delle automobili che si ricaricano con i fulmini (come nel film “Ritorno al futuro”) o dovete rassegnarvi a considerare come si produce in Italia l’elettricità. La vera questione della mobilità sostenibile non è tanto nel tipo di veicolo ma nel passaggio dal trasporto individuale (che non sarà mai sostenibile) a quello collettivo, e per le merci dal terrestre al marino.

  2. Utilisssimo post cara Barbara. Aggiungo una riflessione e uno spunto: quanto il cittadino può determinare la sostenibilità e la mobilità nuova attraverso le sue scelte quotidiane? Il web e la partecipazione agli open data, il crowdsourcing, i commenti di viaggiatori e utenti sui social net o le piattaforme di mobilità sono forse la risposta. Un progetto che si sta muovendo in questo senso è SuperHub che chiede anche ai cittadini di partecipare alle sperimentazioni. http://www.superhub-project.eu/ Buona discussione e grazie ancora

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