Chi sono

Antonio Ungaro

Da piccolo ho praticato nuoto agonistico, tante gare ed una sola medaglia, scarso! Al liceo ho giocato a pallacanestro: ai Giochi della Gioventù siamo subito stati buttati fuori; a me l’unica soddisfazione di far uscire per 5 falli il loro centro.
Appassionato di montagna da sempre, nell’unica regata alla quale ho partecipato montai lo spinnaker di traverso. Rischiammo di scuffiare, ma mi sentivo tanto Paul Cayard.
Quando la Roma perdeva ai rigori contro il Liverpool io c’ero; vendevo le bibite e guardavo la partita. C’ero anche quando una ragazza di 17 anni, Chiara Mariani, vinse il primo titolo mondiale per il ciclismo femminile italiano, era il 1994 in Ecuador ed anche quella a suo modo fu una data storica. 
Lavoro nel ciclismo da 25 anni; da 5 anche per l’arrampicata sportiva. I miei figli praticano rugby e basket ed io li seguo ad ogni partita. Gioco a scacchi e mi arrampico su per boulder, con scarso successo in entrambi i settori, ma con massimo godimento.
Vivo e scrivo di sport ormai da anni e quando mi capita di leggere una frase tipo: “Un uomo che a cinquant’anni vede il mondo come lo vedeva a venti ha sprecato trent’anni della sua vita” penso che sì è proprio vero, lo sport è maestro di vita e Alì è stato il più grande.