COTTON FIOC? Bleah

foto.JPG-2L’anno passato, durante la campagna Goletta verde di Legambiente, sono stati raccolti, per la prima volta, rifiuti di plastica sia in mare sia sulle spiagge italiane. La caratterizzazione, anche chimica, di questi rifiuti (svolta in laboratorio presso l’ENEA) ha mostrato una situazione preoccupante ed in particolare per la quantità e la tipologia del materiale rinvenuto. Fra i tanti oggetti di plastica recuperati, il numero medio di “cotton fioc” è stato pari a 4.2/m2.  Considerando i nostri 3300 km di litorali sabbiosi, ricaveremmo oltre 100 milioni di bastoncelli pari a circa 270 tonnellate di plastica. In altre parole se oggi Superman decidesse di raccogliere tutti i bastoncelli “plasticosi” giacenti sulle nostre spiagge ne raccoglierebbe così tanti che, messi in fila, formerebbero un enorme ago in grado di raggiungere il centro del nostro pianeta. Una overdose di insipienza e arroganza del genere umano.

Un dato sorprendente, un fenomeno che fa arrabbiare perché quello dei cotton fioc rappresenta un inquinamento gratuito. Tutti sanno, o dovrebbero sapere, che non si gettano nel wc perché oltre ad intasare le tubature, attraversano la sezione di grigliatura degli impianti di trattamento dei reflui urbani e quindi, attraverso gli scarichi, ce li ritroviamo nelle acque dei nostri laghi, fiumi ed infine nel mare e sulle spiagge. I bastoncini di cotton fioc sono fatti prevalentemente di polipropilene, ricordate il Moplen? Ricordate il ritornello “.. è leggero, è resistente, è fatto di moplen”?  Ecco, il bastoncello è talmente resistente che non è biodegradabile, si degrada dopo innumerevoli anni soprattutto sotto l’effetto dei raggi UV del sole.  A questo punto diventa ancora più pericoloso perché degradandosi si frantuma diventando microplastica e poi nanoplastica, in grado, quindi, di entrare nelle catene trofiche fino a raggiungere il nostro stomaco.

Quello dei cotton fioc è un classico esempio di come non funziona la nostra macchina amministrativa. I bastoncini per la pulizia delle orecchie non biodegradabili sono stati prima banditi per legge, art. 19 della legge 93/2001, e poi riabilitati: il riordino della normativa ambientale, testo unico 152/06, non disponendone l’esplicito divieto, ne ha consentito la ricollocazione sul mercato. Il risultato è oggi evidente: sono ampiamente diffusi lungo le spiagge ed il fenomeno è riconducibile al mancato funzionamento dei depuratori.

5 commenti per “COTTON FIOC? Bleah

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  2. Completamente d’accordo. Il problema è vecchio e sembra sottovalutato dalla politica, senza tener conto che anche i medici ne sconsigliano l’uso.

  3. Forse l’esigua dimensione dei cotton fioc e il loro basso impatto visivo sulla spiaggia, ci portano a considerare questi oggetti come “innocui”. Scavando poco sotto la superficie, vediamo invece come il problema sia ben più complesso e urgente da risolvere, alla luce anche dei dati riportati.

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