E SE SI TASSASSERO I RIFIUTI INDIFFERENZIATI?

Li indossiamo, li cavalchiamo, li cuciniamo ed a volte li beviamo. Ormai, i materiali polimerici, fanno parte della nostra vita al punto che in alcuni casi non potremmo farne a meno. Non ci sono problemi con l’uso delle plastiche, i problemi, anche importanti, li abbiamo invece con i rifiuti generati da esse. Un’automobile “low-emission” contiene almeno il 15% di materiali polimerici, percentuale destinata a superare il 20% nel 2020. Tanto per rimanere in tema, pochi giorni fa sul Raccordo Anulare ho rivisto la Matra-Simca-Bagheera, la prima macchina commerciale con carrozzeria in vetroresina. Era il 1973, quarant’anni fa. Un Boeing 787 contiene il 50 % di materiali polimerici, e così via con tutti gli oggetti di uso quotidiano. Questo comporta che in Europa si producano annualmente circa 25 milioni di tonnellate di plastica da “buttare da qualche parte”, con picchi da 33 milioni previsti sempre per il 2020.

La buona parte di questo materiale viene conferito in discarica o impiegato per produrre energia. Solo 6 milioni di tonnellate (30%) di plastiche sono attualmente recuperate e riciclate.

Come sia possibile centrare, entro il 2020, l’obiettivo zero waste suggerito dalla UE è difficile da capire a meno di non fare largo uso di inceneritori. Sono ancora troppo pochi, infatti, i centri di raccolta in grado di garantire una cernita adeguata delle varie frazioni merceologiche. Economicamente parlando,  le plastiche, se ben separate dal resto dei rifiuti, possono arrivare a quotazioni di tutto rispetto (500-1000 €/ton). Se è facile ed economicamente vantaggioso riciclare il PET (bottiglie) o il PP, diventa difficile riciclare polistirolo espanso o il PVC che non si può bruciare. Sarebbe quindi opportuno responsabilizzare i produttori e fare in modo che possano garantire una quota di riciclaggio nell’ambito dei propri processi produttivi. Se, ad esempio, è difficile riciclare, o bruciare, plastiche contenenti ritardanti di fiamma (obbligatori per certi oggetti), il loro destino dovrebbe essere la stessa filiera che li ha generati.

Secondo alcune voci circolate durante lo svolgimento di un congresso organizzato da Plastic Europe, le autorità inglesi, per incentivare il riciclaggio, sarebbero intenzionate a tassare i rifiuti conferiti in discarica. E’ facile immaginare cosa succederebbe in Italia, dove ancora  la maggior parte dei RSU viene quotidianamente smaltita, in maniera indifferenziata, nelle discariche.

6 commenti per “E SE SI TASSASSERO I RIFIUTI INDIFFERENZIATI?

  1. I prati , i campi , i boschi , i cestini in cità sarebbero pieni di immondizia scaricata alle ore piu impensate. Sono solo io che noto ( visto che sono vecchio ) che i prati e i bordostrade assomigliano a qelli dei gloriosi anni ’70 ?

    • non intendevo tassare i cittadini, già abbastanza tartassati, ma le amministrazioni pubbliche che non si adeguano alle direttive che indicano nella raccolta differenziata la via maestra per il riciclaggio.

  2. Salve a tutti
    e se il cittadino guadagnasse soldi dal ricevimento di volantini pubblicitari non richiesti all’interno della sua casetta delle lettere…Stiamo cercando sostenitori per il nostro progetto ecosostenibile…
    visitate il nostro sito alla pagina http://www.pbbox.simply-website.it

    Perchè le risorse del pianeta non si sprecano

    Grazie a tutti

    David di PBBOX Antispam

  3. Ciao, sono Claudio. Oltre ai soldi che già sborsiamo in tasse siamo costretti a comprare anche le buste per la spazzatura a parte. Io le prendo su questo sito http://www.sacchirifiuti.it/ e riesco a risparmiare qualcosa, ma mi rendo conto che la spesa per i rifiuti è già opprimente per le famiglie. Sono d’accordo che bisognerebbe tassare le amministrazioni pubbliche, però siamo sicuri che poi non ci si ritorcerebbe contro? Ciao, Claudio.

    • certo, tutto è possibile! esiste però la possibilità di controllare cosa metti nei casonetti e quindi renderebbe possibile una ripartizione in base a quanto sei virtuoso.

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