L’ATROCE DUBBIO

Si stima che in Italia, la produzione annuale pro capite di rifiuti hi-tech sia di circa 14 kg/abitante (pari al 3-4% della produzione di RSU) per un totale di oltre 800.000 t distribuite sull’intero territorio nazionale e del quale solo una parte (meno di 300.000 t) viene gestita correttamente. Il trattamento di questi rifiuti, finalizzato al recupero selettivo dei metalli, permette il riciclaggio di materie prime importanti per la nostra crescita economica.

In questi giorni ho avuto la conferma analitica che il processo che abbiamo messo a punto presso l’ENEA permette di recuperare rame (prezzo: 8300 USD/ton), stagno (22200 USD/ton) e piombo (2300 USD/ton) allo stato puro. In particolare abbiamo recuperato 300 g/kg di rame, 65 g/gk di stagno e 24 g/kg di piombo per un valore di circa 4000 USD/ton schede. Solo per estrarre i  300 kg di rame contenuti in una tonnellata di schede elettroniche occorrerebbe trattare circa 60 tonnellate di roccia. Questo dimostra che:

  • nei RAEE non esiste solo l’oro, altri metalli hanno un valore economico rilevante;
  • si può avere la sostenibilità economica salvaguardando l’ambiente;
  • la ricerca rappresenta il traino per lo sviluppo di un paese;
  • abbiamo bisogno di affrontare i problemi in modo sistemico.

I costi di investimento sono ridotti e l’ammortamento breve, le autorizzazioni lunghe e laboriose: se avessi un po’ di soldi (e fegato) farei un impianto, ma converrebbe farlo in Italia?

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