QUESTO NON E’ UN PAESE ADATTO PER FARE IMPRESA

Qualcuno, forse W. Churchill, ha detto che i pessimisti vedono difficoltà in ogni opportunità, mentre gli ottimisti vedono opportunità in ogni difficoltà. Attualmente, l’unico vantaggio di una situazione economica e sociale senza eguali dal dopoguerra, forse è quello di riappropriarci di vecchie consuetudini, cadute in disuso sotto la spinta del “benessere”, oppure il beneficio di ridare il giusto valore alle cose che possediamo.

Nel nostro vecchio e caro continente la crescente pressione su materie prime ed energia pone, sfide inimmaginabili fino a pochi anni fa: cambiare e rivedere i sistemi produttivi, intercettare nuova domanda di beni e servizi ma, soprattutto, creare lavoro. Insomma, una nuova rivoluzione industriale per competere con i paesi emergenti, non con impianti e processi obsoleti bensì con l’innovazione tecnologica: è risaputo, infatti, che per competere devi collocarti sempre un gradino più in alto nella scala tecnologica. Un’industria più pulita, più efficiente e competitiva, un ambiente imprenditoriale e un’imprenditorialità favorevoli alle PMI (la base del sistema produttivo nazionale) soprattutto in termini di accesso ai finanziamenti e al mondo della ricerca. Migliorare, inoltre, il mercato facilitando l’accesso a internet ed ai servizi in genere, semplificando la burocrazia, etc.. Molti collocano l’inizio di questa crisi economica nell’anno 2007 e tante sarebbero dovute essere le tematiche da affrontare con urgenza per una politica integrata adatta all’era della globalizzazione e della sostenibilità.

Questa lunga introduzione per permettervi di immaginare con quale stato d’animo sono uscito dalla porta della terza agenzia di banca dopo l’ennesimo rifiuto ottenuto a seguito della richiesta di un fido di 5000 (cinquemila) euro per una società d’ingegneria appena costituita. Per non parlare, poi, dei venti giorni per avere, a Roma, una linea telefonica per accedere a internet, oppure della necessità-obbligo di dover ricorrere a un consulente del lavoro oltre che a un commercialista. Cosa dire, inoltre, dei fornitori che vogliono i soldi subito (non si fidano dei nuovi arrivati) e dei clienti che pretendono di pagarti a 120 giorni? Quando riesci ad essere operativo, poi, ti devi scontrare con i tempi biblici delle autorizzazioni a costruire ed esercire un impianto: quello che oggi è innovativo domani è già superato.

Questo è un paese dove è difficile iniziare nuove attività imprenditoriali, soprattutto se tecnologicamente qualificate, a meno di non impegnarsi la casa: aprire una pizzeria presenta meno rischi per il sistema bancario. Un paese che vuole uscire dalla crisi dovrebbe facilitare, e non ostacolare la creazione di nuove imprese innovative.

12 commenti per “QUESTO NON E’ UN PAESE ADATTO PER FARE IMPRESA

  1. Caro Loris,
    per consolarti ti suggerisco la lettura di questo aureo volumetto :
    Luigi Furini, Volevo solo vendere la pizza \ Le disavventure di un piccolo imprenditore,
    ed. GARZANTI LIBRI, Milano, 2007.
    Ridere o piangere ? Mah ?!
    Ciao.
    TT

  2. E’ un argomento che a vari livelli affrontiamo tutti i giorni, purtroppo.
    Economia miope e politiche clientelari, è difficile essere ottimisti. Siamo convinti che parlarne serva comunque.
    Ciao
    A & A

    • avete ragione, bisognerebbe parlarne e, soprattutto, andare oltre il luogo comune che chi intraprende la via impreditoriale sia un disonesto. Se solo si desse un pò più di fiducia nei giovani e nel pragmatismo di chi deve sopravvivere!
      comunque, per quello che può servire, posso mettere a disposizione questo spazio pubblico per commenti e iniziative.

  3. Caro Loris, sono ammirata come sempre della tua grande capacità di iniziativa e di “voler far bene” in campo energetico e di ottimizzazione di processo, quindi fra tanta amarezza, peraltro assolutamente comprensibile, preferisco mettere in luce che esistono ancora persone come te che credono in qualcosa di valore! Un abbraccio Vale

  4. Caro Loris, apprezzo molto la tua presa di coscienza di una sistema che ormai mira solo a conservare se stesso e i propri privilegi, escludendo tutti gli altri che non si lasciano cooptare. E’ molto triste oggi, per quelli come noi che abbiamo cercato di cambiare qualcosa, constatare oggi che tanti sfiorzi hanno prodotto questo mostro che non solo cerca di distruggere quelli che vogliono intraprendere, ma lo sta facendo ai nostri ragazzi da anni nell’indifferenza più totale. Sarebbe da andarsene, ma gliela vogliamo proprio dare vinta ?. Ciao e tanti auguri.

    • certamente no! sono vecchio per saltare sulle barricate però posso portare i panini a quei giovani volenterosi che vorranno opporsi al sistema.

  5. Ciao Loris, mi fa piacere constatare la tua presa di coscienza che, condivdo, è molto mara per chi come noi ha cercato sempre di cambiare qualcosa, ma è òa realtà e temo che dovremo lottare ancora molto, no tanto per noi ma per i nostri figli, hai quali questo sistema ha tolto il futuro. Saluti e a auguri.

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