Riciclaggio della carta: fra 10 anni non ci saranno più quotidiani

L’ultima conferenza euroquotidianipea sul riciclaggio della carta ha messo in evidenza quanto sia cambiato il mondo della carta stampata negli ultimi decenni. Ad esempio, gli Stati Uniti fino al 2006, ogni anno, destinavano alla stampa dei quotidiani circa 7 milioni di tonnellate di carta, nel 2011 poco più di 3 milioni di tonnellate. Un mondo che sta lentamente scomparendo: fra pochi anni non verranno più stampati quotidiani. Si stima che le rotative si fermeranno nel 2017 negli USA, nel 2019 in UK, nel 2020 in Canada, nel 2022 in Australia, nel 2024 in Spagna, nel 2027 in Italia, nel 2029 in Francia, nel 2031 in Cina, nel 2040 nel Pianeta non verrà più stampato un quotidiano (rif. Futureexploration.net).

Nell’industria della carta, solo il tanto criticato settore del packaging presenta prospettive economiche ottimistiche malgrado la crisi economica che pervade ampie Regioni del Pianeta.

Alcuni problemi legati ai nuovi materiali riducono, attualmente, la possibilità di riciclo della carta: nuove tecnologie di stampa e nuovi inchiostri, aumento di materiali estranei accoppiati alla carta, la “stickermania” che introduce fastidiosi collanti nel flusso di carta da riciclare ed infine la difficoltà di separazione fra carte di colore differente (sembra che la separazione bianco/marrone sia particolarmente difficoltosa).

Il riciclaggio della carta nel mondo è aumentato costantemente dagli anni 90 (35%) al 2011 (60%) ma, secondo gli esperti questo trend non può andare oltre perché il mercato è saturo. Esiste inoltre lo stretto rapporto fra il mercato della carta riciclata e la sua scarsa qualità associata, peraltro, agli alti costi di trattamento finalizzato al recupero. Certamente il miglioramento dei sistemi di separazione delle singole componenti di rifiuti ha contribuito a migliorare la qualità del prodotto riciclato, anche se, come è stato sottolineato, rimane il basso grado di innovazione tecnologica che caratterizza il settore del riciclaggio della carta.

Fra le previsioni di estinzione del quotidiano cartaceo nei vari paesi del Pianeta, spicca un dato, secondo me rilevante: nei paesi che vantano una tradizione storica e culturale più antica (Francia, Italia, Grecia, Giappone, Austria, Germania e Cina) e che non sono certamente meno avanzati tecnologicamente, è prevista una maggiore resistenza ad abbandonare questo importante oggetto della comunicazione. Unica eccezione l’Inghilterra, logicamente più affine agli USA. Motivo? Maggiore dimestichezza con le nuove tecnologie da parte dei paesi “nuovi” emergenti? Maggiore pragmatismo dei paesi in lingua inglese? Sarebbe interessante capirne i motivi: si accettano commenti in proposito.

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