UN CONSIGLIO PER UN GIOVANE E VALENTE AMICO

Tempo fa ho scritto qualcosa riguardo il polistirolo espanso (PSE) e la sua rara presenza nella lista delle plastiche destinate alla raccolta differenziata (link). Il motivo di quest’assenza risiede nella bassa densità del PSE (15-20 kg/m3) che ne rende insostenibile il trasporto. Esistono poche apparecchiature sviluppate per riciclare il PSE e quelle esistenti lo frantumano fino ad ottenere singole palline da ricompattare per trasformarle in nuove lastre utilizzabili come coibente nell’edilizia. Durante lo svolgimento di una tesi sperimentale, svolta in ENEA e interamente dedicata al problema del PSE, abbiamo provato a scioglierlo per ridurne il volume. Sono stati utilizzati vari solventi, fra cui alcuni di origine naturale, che hanno consentito di solubilizzare oltre 1kg di PSE per litro di solvente! La cosa si fa ancora più interessante se si considera il recupero ed il riciclaggio del solvente. Utilizzando questo processo, è possibile abbattere i costi di trasporto (1/30) e riciclare un polimero uguale, in termini di proprietà meccaniche e di pesi molecolari, a quello originario.

Ormai Francesco, lo studente che ha svolto la tesi sul PSE, si è laureato, anche brillantemente poiché ha preso la lode, e quindi a breve s’incamminerà verso un percorso professionale ricco d’incognite, soprattutto in questo interminabile periodo di crisi. Quanto sarebbe bello, oltre che giusto, se il lavoro svolto durante la sua tesi si trasformasse in un’attività imprenditoriale innovativa. Nel nostro paese sono utilizzati annualmente circa 8.5 milioni di metri cubi di PSE e solo una minima parte viene riciclata. In un Paese normale questa iniziativa dovrebbe essere la benvenuta e incoraggiare qualche imprenditore, ma non è così.

La ricerca, malgrado le difficoltà, prosegue con l’entusiasmo di questi tesisti convinti di fare qualcosa d’importante, di dare un contributo, anche piccolo ma originale, al progresso tecnologico di questo Paese. La realtà è un’altra e la certezza diventa illusione.

Che consiglio dareste ai tanti Francesco che ogni anno si laureano sviluppando buone idee progettuali?

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