Gli alberi di Roma: dopo il danno la beffa

Riportiamo i passaggi essenziali della risposta del Responsabile del Dipartimento Tutela Ambiente del Comune di Roma alla mia denuncia della devastante potatura dei tigli di via Brofferio effettuata all’inizio di Agosto https://blog.rinnovabili.it/decresciamo-insieme/charlie-chaplin-e-gli-alberi-di-roma/ .
Dipartimento Tutela Ambiente: “Se un ramo deve essere accorciato, lo si può fare rimuovendolo a partire dall’inserzione con un ramo secondario (taglio di ritorno). In questo modo l’albero è in grado di rimarginare la ferita del taglio in un lasso di tempo accettabile. I periodi in cui eseguire una potatura di questo tipo sono sia l’inverno che la tarda primavera-estate”.
Obiezione: I tagli non sono stati effettuati alle intersezioni ma in posizioni mediane dei rami, inoltre la discutibilissima affermazione che tali tagli possano essere effettuati anche nella “tarda primavera-estate” non viene rispettata da questa potatura effettuata in piena estate.
Dipartimento Tutela Ambiente: “è da ben 14 anni che pota le latifoglie anche nel periodo estivo, ad esempio circa 10.000 piante di Platano potate sui lungotevere e nel quartiere Prati (Angelico, Milizie, ecc) e nessuna pianta risulta compromessa da tale attività”.
Obiezione: Qui invece, questi tagli dissennati fuori stagione di rami adulti e senza l’ uso del mastice per coprire le ferite hanno favorito l’ aggressione dei germi patogeni, specialmente della “tingide del platano”, che attacca e distrugge le foglie, come è evidente anche a un profano, e della “Ceratocystis fimbriata”, il cosiddetto “cancro colorato” che colpisce in modo irreversibile la corteccia.
Poi il nostro Responsabile sale in cattedra sbeffeggiano i cittadini, trattati come ignoranti e “beoni”.
Dipartimento Tutela Ambiente: “è vero che la pianta avrà una produzione di vegetazione “tardiva”, di giovani rami, ma che poi questi si debbano “caricare” di una vegetazione ben più consistente con elevato rischio di caduta, non è esatto, infatti come si può leggere nelle varie pubblicazioni del Prof. C. Mattheck, dell’Università di Karlsruhe (Germania), uno dei massimi esperti mondiali di stabilità delle piante e ideatore del metodo VTA, per il concetto dell’assioma della tensione costante, che e’ una regola costitutiva generale, valida per tutte le strutture biologiche: “qualsiasi costruzione meccanica è leggera quanto possibile e salda quanto necessario, quando subisce un carico equilibrato a parità di tensione. In particolare l’albero reagisce alle sollecitazioni esterne solamente in un modo, si accresce nelle zone sollecitate per soddisfare l’assioma e rendere minimi i carichi esterni”.

Hibiscus in via Ruffini

Hibiscus in via Ruffini

Obiezione: La teoria di Mattheck non vuol certo dire che i rami non cascano mai, come si potrebbe dedurre dalla azzardata citazione del nostro Responsabile. Mattheck parla dell’accrescimento libero e non forzato da agenti naturali improvvisi o comunque eccezionali come eventi meteoclimatici (un inverno particolarmente freddo o un estate siccitosa) che comportano la caduta spontanea di parte dei rami che avviene anche in un bosco naturale. Né tantomeno è riferibile alle potature che sono sempre agenti esterni improvvisi e destabilizzanti della statica del sistema radici-tronco-chioma. Per i non addetti ai lavori basta guardare cosa succede alle alberature di Hibiscus Syriacus, arbusto forzato con le potature ad assumere un forma ad alberello in molte alberature stradali (vedi immagine accanto); l’Hibiscus non rispetta la regola di Mattheck? Consiglio al solerte Responsabile di approfondire meglio l’argomento prima di rivolgersi con saccenteria a cittadini giustamente preoccupati dalle sue malefatte.

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