Ecologia è Partecipazione

A world you like. With a climate you like” è il nome della campagna di comunicazione della Ue ma è anche un ottimo punto di partenza per la scoperta della legalità sostenibile.

Con la propria campagna l’UE incentra su soluzioni pratiche il dibattito sui cambiamenti climatici con il nobile intento di dimostrare che l’azione per il clima può aumentare il benessere dei cittadini europei e portar loro vantaggi economici. La campagna è concepita come una piattaforma per la partecipazione (che sfrutta finalmente i social network) attraverso la quale chiunque potrà promuovere e discutere le proprie soluzioni a basse emissioni di CO2.

Non sarebbe male vedere applicata alla Stazione Termini di Roma la tecnologia della stazione centrale di Stoccolma che converte il calore corporeo dei pendolari e lo utilizza per riscaldare uffici; oppure rendere autosufficienti i nostri disastrati edifici scolastici sfruttando l’energia solare (e se lo fanno in Danimarca!) ed investire il denaro risparmiato nell’istruzione, che ne ha veramente bisogno.

Ma non solo. Il mondo che ci piace, con il clima che ci piace è uno slogan che sottintende la partecipazione democratica alle politiche ambientali dell’Unione Europea. Non è semplice ideologia astratta, è uno strumento

Qualunque sia lo scopo dell’ Unione Europea e a prescindere dalla campagna, ognuno di noi ha il diritto/dovere di conoscere, di partecipare alle scelte in materia ambientale. Sembra scontato, ma non è così. Spesso le scelte più importanti legate alle questioni ambientali, come decisioni divine, arrivano dall’alto sulla popolazione causando il più delle volte scontenti ed allarmismo. Riconoscere l’interdipendenza tra le esigenze di tutela ambientale e il diritto all’informazione è forse la prima regola della legislazione ambientale.  Diventa necessario informare e coinvolgere la collettività nelle decisioni che investono il territorio per i governi e le amministrazioni che intendono affrontare efficacemente i problemi ambientali e perseguire uno sviluppo economico e sociale sostenibile.

È dal rapporto Brundtland (1987) che abbiamo iniziato a sentir parlare di informazione ed educazione ambientale intesa come strumento per la promozione di sistemi di vita e di produzione sostenibili al fine di garantire un uso delle risorse distribuito equamente tra i popoli e le generazioni presenti e future. Far conoscere è responsabilizzare. Campagne di partecipazione alla gestione del territorio mettono il cittadino di fronte alla scelta: “possiamo agire sulla base delle conoscenze che già sono a nostra disposizione in materia di cambiamenti climatici. Oppure possiamo restare a guardare senza muovere un dito, mentre le cose peggiorano. Entrambe le opzioni hanno un costo” ha dichiarato Connie Hedegaard, commissaria europea all’azione per il clima.

Ed ecco da cosa parte il viaggio alla scoperta della legalità sostenibile: pretendere l’informazione, partecipare e responsabilizzarsi. Con la convinzione che  “l’ uomo apprezza e acquista quando è viaggiatore” (Strategia della Paura, Krikka Reggae).

5 thoughts on “Ecologia è Partecipazione

  1. Ricordando anche la Convenzione di Århus sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico, l’accesso alla giustizia ambientale l’UE intende sensibilizzare e coinvolgere i cittadini nelle questioni ambientali,nonché migliorare l’applicazione della legge ambientale.

    • L’accesso agli atti della PA permette al cittadino di controllare la legittimità del procedimento amministrativo che lo riguarda, ma in materia ambientale ha una corsia preferenziale e puó essere richiesto da chiunque vi abbia interesse

  2. Ho letto che in un paesino vicino Siena terranno un seminario sulle rinnovabili, a Chiusdino mi pare.
    Qualcuno mi sa dare qualche info dettagliata? Grazie in anticipo.

    Alberto

  3. E’ importante che la comunicazione sui cambiamenti climatici abbia elementi positivi e faccia vedere come sia possibile migliorare la qualità della vita. Quello che gli ideatori non potevano forse immaginare è la profonda crisi, anche occupazionale, che ha colpito i Paesi europei.
    Mi sembra importante ribadire che una scelta energetica basata sulle rinnovabili e l’efficienza non solo è fondamentale per difendere il clima ma è anche uno degli elementi fondamentali per una uscita dalla crisi: spostare i costi economici e sociali delle fonti fossili, in tecnologie pulite e benefici ambientali.

    • Penso che la crisi sia ben nota agli ideatori della campagna, forse sottovalutata o ignorata.
      Penso anche che crisi ecologica e crisi economica siano in stretta connessione tra loro:l’una ha generato l’altra. Lo sfruttamento smisurato delle risorse porta povertá in tutti i sensi.
      Condivido l’idea che l’uscita dalla crisi (dalle crisi) sia possibile solo adottando politiche economiche e sociali “green”(perdona il l’espressione poco ortodossa)…ma chi dovrebbe prendere le decisioni dall’alto lo vuole davvero?
      Per questo ritengo sia importante parlare di informazione ambientale

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